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lunedì 15 settembre 2008

Il più (scientificamente) bello del reame

Leggo su repubblica e corriere:

Spalle larghe, alto, fianchi stretti: il mix che rende più attraente un fisico maschile è sempre lo stesso, ma ora a indicare questo mix è un modello matematico. Elaborato nell'ambito di uno studio condotto dall'università britannica di Brunel e pubblicato nell'edizione online della rivista della Pnas, l'Accademia delle scienze degli Stati Uniti. Si tratta del primo studio mai condotto sulla base di immagini di corpi umani, maschili e femminili, ottenuti utilizzando una particolare tecnica di scansione tridimensionale. La ricerca ha permesso agli esperti di stabilire una relazione tra l'essere attraente e la simmetria, una caratteristica questa percepita in modo positivo da moltissime altre specie animali in quanto associata alla buona salute e, di conseguenza, all'essere un partner vantaggioso ai fini della riproduzione.

In pratica un team di brillanti scienziati hanno deciso di dimostrare scientificamente che Brad Pitt e David Beckham sono più attraenti di Bombolo o dell’onorevole Schifani.

Si, lo so, è un compito arduo, al limite dell’impossibile, ma i nostri eroi con maschia determinazione e innegabile senso del dovere hanno deciso di accettare la sfida per il bene e il progresso di tutta l’umanità.

Così dopo innumerevoli notti insonni a studiare migliaia e migliaia di foto di modelli e attori finalmente siamo in possesso di metodo scientifico per dare una risposta a una delle domande che più ha assillato l’umanità fin dalla notte dei tempi: sarà più bono Gabriel Garko o Will Smith?
Se la notizia già di per se mi lascia se non altro dubbioso, trovo che si addirittura comico l’approccio che queste grandi menti hanno utilizzato per formulare le loro bizzarre teorie. Dal Corriere leggo che:

Quindi i ricercatori hanno chiesto a 87 persone, uomini e donne, di guardare le immagini dei corpi al computer, indicando quelli più attraenti. Le immagini preferite dagli uomini erano anche quelle che, per le loro misure, erano le più lontane dall'indice di mascolinità. Le donne dal fisico meno simmetrico avevano valori più lontani da quelli della mascolinità.

Forse 87 persone è campione statistico un po' esiguo per una ricerca di questo tipo, ma è ben altro ciò che non mi convince.
Da quanto riportato mi è sembrato di capire che le donne meno erano simmetriche più venivano considerate femminili.
Che è un po’ come dire che i nudi femminili rappresentate nei quadri cubisti di Picasso sono molto più attraenti delle conigliette di playboy con le loro regolarissime curve e banalissimi visi regolari.
Effettivamente da oggi il termine "cubista" ha, per me, un significato tutto nuovo!
Finalmente ho capito che Guernica non è un dipinto che denuncia gli orrori della guerra, ma un'immagine osè degna dei migliori calendari Pirelli.

Maschi eterosessuali di tutto il mondo siete avvertiti: da oggi basta chiudervi in bagno con l’ultimo numero di Penthhouse, basta affittare film osceni. Se volete titillarvi scientificamente abbonatevi subito a "Cubismo senza veli" o affittate "Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta astratta".
Già vedo nelle officine di tutti i meccanici italiani sparire i vetusti calendari di Sabrina Ferilli o della Carfagna per far spazio alle donne di De Chirico o Kandinsky. Per farla breve: abbasso (Valeria) Marini e viva (Marino) Marini.

Chiudiamo questo post con l’augurio che con tale scoperta nel proprio curriculum il Dottor Brown si possa presto aggiudicare se non proprio il premio Nobel almeno un Telegatto (che con i tempi che corrono in Italia è sicuramente più apprezzato e quotato).

mercoledì 3 settembre 2008

VECCHIE REGINE E REGINETTE

Su Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, meglio nota come la Regina Madre d'Inghilterra, se ne son dette e se ne son sentite parecchie, lo so. Molte le leggende, molti gli aneddoti, e ovviamente moltissimo gossip, il che non guasta mai.

Si sa che nacque quando sul vasto Impero Britannico regnava ancora la regina Vittoria, in tutta la Sua corpulenta Maestà. Ed è risaputo di come, invaghitasi non ricambiata dell'allora erede al trono Edoardo, dovette accontentarsi di impalmarne il timido, malaticcio e meno fascinoso fratello minore Alberto (futuro Giorgio VI). Il bell'Edoardo di cui sopra, però, a soli sei mesi dall'ascesa al trono, abdicò in favore del fratello pur di non rinunciare alla sua amata Wallis Simpson.

Certo, già questo piccolo intreccio al sapor di Beautiful basterebbe a rendere Elizabeth diversa da altre regine della storia, ma, naturalmente, se fosse tutto qui, la nostra eroina non sarebbe diventata quella popolarissima e insolita icona gay che è stata ed è tuttora per i nostri fratelli d'oltremanica.

Non bisogna dimenticare, anzitutto, che durante la seconda Guerra Mondiale, in un'Europa drammaticamente impotente di fronte a un Male che pareva invincibile, lei diede uno straordinario esempio di coraggio: in compagnia del marito - che in quegli anni mostrò finalmente (ma, ahimè solo temporaneamente) - i regali attributi, la signora visitò a più riprese i quartieri di Londra distrutti dai bombardamenti, infondendo, con le sue parole, speranza nei sudditi. Hitler stesso, narra la leggenda, la definì “la donna più temibile d'Europa”. E scusate se è poco.

Certo, chi è nato nella seconda metà del secolo scorso l'ha conosciuta in altre vesti: allegra bevitrice, cinofila come ogni buona vecchietta inglese deve essere, patrocinatrice di migliaia di associazioni benefiche sparse per il Regno, simpatizzante per Diana (dicono che il matrimonio di C&C non avrebbe potuto aver luogo con Elizabeth vivente), spendacciona, sempre sorridente, e quasi vezzosa sotto i bizzarri cappellini indossati ad ogni pubblica apparizione. L'ingresso della Queen Mom nel Gotha delle icone gay è dovuto, oltre che al suo fascino rétro, al sense of humour con cui ha saputo farsi beffe dei perbenismi e dei pregiudizi della upper class britannica.

Ad un ministro conservatore che le suggeriva, per ragioni di decoro, di licenziare il personale omosessuale di palazzo, lei ribatteva pronta: “Ci toccherebbe servirci da soli!”.

Pare che un giorno, poiché i camerieri tardavano a servirle il gin tonic, Sua Maestà li abbia apostrofati bonariamente: “When one of you young queens has finished, can you bring this old queen a drink?” (“Quando una di voi reginette avrà finito, potrebbe portare qualcosa da bere a questa vecchia regina?”).

Che la pragmatica ironia della “donna più temibile d'Europa”, amante dei cagnolini e degli alcolici, abbia infondo reso per un po' l'austero Buckingham Palace gay friendly quasi quanto una discoteca di Mykonos? A noi piace pensarlo...