Visualizzazione post con etichetta AIDSpot. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AIDSpot. Mostra tutti i post

giovedì 27 novembre 2008

L'aereo

Due uomini, due divise, uno sguardo.

E fu così che i due presero il volo, un'occhiata fu sufficiente. In un attimo di travolgente trasporto abbandonarono le loro postazioni e i loro ruoli, lasciarono a terra le divise e si concessero i corpi.

Sulle ali del desiderio, furono attimi di vera passione, di sconvolgente onestà.

Poi i sorrisi delicati del dopo, le attenzioni morbide dei fiati affannati e dei tratti distesi. E il ritorno alla vita normale, al dovere della sorveglianza, all'imperativo dell'efficienza e della compostezza.

Ma non fu così, una maniglia gli rimase in mano, una porta chiusa e un sorriso impietrito.

Fuori solo una cabina sguarnita.

Vola, quell'aereo. Da solo. Ma in tutto questo attimo di follia sconsiderata c'è una buona notizia, e ve la lascio scoprire guardando il filmato.

lunedì 27 ottobre 2008

Human Hourglass



Il video della Sidection “The Human Hourglass” riesce, grazie ad un linguaggio metaforico, a comunicare in modo molto diretto messaggi che devono divenire oggetto di riflessione dello spettatore. Il primo importantissimo dato è che davanti all’AIDS siamo tutti uguali, non ci sono divisioni di religione, orientamento, razza, fascia di reddito, pratiche sessuali: siamo nudi.

Questo nemico comune deve poi essere affrontato in tempo, perché colpisce inesorabilmente una massa di corpi indistinta. Le due metà della clessidra, caratterizzate dalla presenza di una luce calda e una fredda, da un movimento e da una stasi, sono divise da un singolo foro dove può passare una sola persona, in modo cadenzato e costante.

Ignorare questo singolo individuo significa anche condannare sé stessi e gli altri. Unire le forze è l’unico modo per prevenire, per fare in modo che una persona non si ritrovi sola a dover affrontare la malattia.

venerdì 10 ottobre 2008

Human Ball



Negli ultimi anni l’AIDS è stato un tema discusso ma, purtroppo, alcune prese di posizione con gli anni si sono rivelate sbagliate. L’allarmismo e il terrorismo psicologico molte volte sono tanto dannose quanto le mancate precauzioni. Negli ultimi anni si è quindi cercato di ricorrere a filmati per illustrare le tematiche legate all'AIDS scegliendo come immagini delle allegorie e dei messaggi precisi, diretti, ma mai catastrofici. In questo video saltano subito all’occhio la povertà di colori dei personaggi virtuali e, sul piano opposto, il canto della madre che accompagna le immagini.

Vengono denunciate sia la velocità sia le dimensioni con i quali il contagio può essere trasmesso ed espandersi, distruggendo ogni cosa, nei paesi in cui non sono garantiti un corretto sistema di informazione, l'accesso diretto ed effettivo alle cure e le reali possibilità di prevenzione. Ciò che, a mio avviso, rende particolarmente rilevante il filmato è il lanciato sul finale, un messaggio purtroppo diffuso troppo poco: è possibile fermare l’AIDS, è possibile arginarlo, è possibile, con le dovute precauzioni, imparare a conviverci.

Ma non sempre si hanno le risorse per farlo, e il video denuncia che per fermare, o almeno frenare, i danni del virus dobbiamo collaborare e fornire i mezzi per farlo anche a chi non li possiede. Non si tratta solo di un impegno sociale, frenare le conseguenze di questa diffusione significa anche un domani avere meno ripercussioni a livello personale.

Sta a noi agire, in qualunque modo si decida di farlo, per sconfiggere un nemico comune.

giovedì 2 ottobre 2008

Mettere le cose in piazza


L'idea era nostra, ve lo giuro! Beh, non era proprio originale, ma vi assicuro che l'abbiamo partorita. Come sempre, ci hanno preso in parola e qualcuno è arrivato prima...

E' sempre stata nostra intenzione parlare in modo forte e originale dell'AIDS, rendere la questione ancor più visibile. C'è chi ci ha battuti, di sicuro stupendo, mettendo letteralmente il tutto in piazza. È successo a New York, nella parte centrale della Grande Mela, dove è stata dedicata una piazza “alle persone con A.I.D.S.”

L'iniziativa solleva domande: è un modo per sensibilizzare, per far capire alla popolazione l'esistenza del problema e per sottolineare magari una certa vicinanza della città, dell'autorità e del potere a tutti gli hiv+? Di questo, si sa, ce n'è sempre un immenso bisogno.

Parto da questa notizia per comunicare che dai prossimi giorni, fino al primo dicembre, il Blog di MILK MILANO aumenterà la propria attenzione sulla tematica delle malattie sessualmente trasmissibili e sull'AIDS. Tenetevi pronti, e grazie!


Fonte: http://community.livejournal.com/newyorkers/3746051.html