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giovedì 20 novembre 2008

MADRINA2: Madre che film!

Devo segnalare un abuso. Che fine hanno fatto il bellissimo baronetto Jean Claude, la strafiga Madrina e la perfida Cassandra? Rapiti forse da Diabolik per fare frinzi frinzi? Oppure vittima di Rastafani Implacheibol? “Noooo” direte voi, disperati. No, dico io, con il sorriso. Ne ho le prove. “Maledetto!” Ok, ok… eccovele!

Dopo varie indiscrezioni, la voce di corridoio è diventata certezza. E la mia se non gioia quanto meno curiosità. Sensualità a corte diventa film. “Nooooo” mi sembra il commento giusto, misto di incredulità e sorpresa. E così, la blasonatissima famiglia dell’aristocrazia parigina ci rivelerà i suoi segreti, partendo dalla nascita dei due fratelli Jean Claude e Jean François, il primo odiato da Madre per averle provocato le smagliature e perché prova evidente di una sua incoerenza cronologica, il secondo tanto nascosto quanto preferito. A loro per il film si unisce il misterioso Padre, compagno della psicopatica irascibile Madre. Ma non mancheranno tutti gli altri, la perfida Cassandra, promessa sposa del baronetto, Renato (Batman), Stefano (Dart), Armando (Diabolik) e Titti (Robin Hood).

Riusciranno i nostri eroi a farci sorridere anche sul grande schermo? Noi siamo qui ad aspettarli e possiamo pure dire addio alla dignità, e sono certo che andremo in massa a vederli. E non fate quella faccia, o preparatevi a dire addio alla vostra collezione di MiniPony, sottoprodotti della lavorazione del suino che non siete altro! eheh


Fonte: http://www.cineblog.it/tag/marcella+silvestri

giovedì 13 novembre 2008

MADRINA1: Le lenzuola della mafia di Guy Chiappiavetri

Pochi giorni fa, su La7, Reality, il programma di informazione che va in onda in tarda serata, ha parlato delle “lenzuola della mafia”. Si tratta di un interessante contributo sul rapporto tra mafia e vita privata, ed in particolare tra criminalità organizzata ed omosessualità. «Ma cosa c’entrano le due cose?», vi chiederete. «La mafia, sempre detto che esista, si occupa di potere e non di sesso. Ma qual è quindi la sessualità inconfessata degli uomini d’onore?» .

Se ci pensiamo bene, il potere è dominio e credibilità e un “pulpo” (polpo è il dispregiativo in Sicilia per chiamare gli omosessuali, asessuati come l’animale) è una categoria odiata. Un membro del clan deve essere uomo e non può che essere così. Chi ha "il vizietto", non è mafioso: il gay è debole tra i virili, non deve essere, e al massimo, se capita, non deve essere fatto sapere. Pena: il disprezzo estremo e l’esclusione dal potere o, addirittura, dalla vita.

Il breve documentario sugli “arrusi” fa luce sulla questione ed è ben fatto, con inserti cinematografici ed interessanti contributi di interviste e commenti. Visto che questa aberrante abitudine dei “picciotti” non è nota ma duratura e che i servizi della trasmissione rimangono on-line una settimana, approfittatene e fatevene un’idea, perché “non solo un mafioso può essere omosessuale, ma tra i padrini si nasconde qualche madrina”

Guarda il video: http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=reality&video=19061