lunedì 12 gennaio 2009

Milk visto da Milk

L'anteprima milanese di MILK di Gus van Sant prevista per il 22 Gennaio si avvicina sempre più. Il 17 (sabato prossimo!!!) Milk Milano ospiterà presso il Maharajà Indian Bar un esclusivo happy hour a tema. Qui sotto l'intervista che il nostro portavoce Stefano Aresi ha rilasciato per il sito ufficiale del film, dopo aver assistito all'anteprima in lingua inglese lo scorso mese. Presso le serate e i locali migliori di Milano, intanto, troverete i nostri volontari a presentare il film e a distribuire materiale informativo.

La prima cosa che ho provato è commozione; la sensazione immediata di aver vissuto per due ore accanto a delle persone reali, nel 1978; il senso di sgomento nel vedere le immagini di repertorio dei titoli di testa (con omosessuali di ogni ceto ed età messi alla gogna dalla polizia davanti alle telecamere) e le discriminazioni subite (alcune oggi impensabili, altre purtroppo ancora quotidiane); la sconsolante coscienza che la nostra dignità non sia pienamente riconosciuta in Italia proprio in forza delle stesse, identiche, grette motivazioni che trent'anni fa i personaggi omofobi di questa pellicola (politici, cantanti...) usavano per colpire la vita delle persone omosessuali. (...)


Non sono un critico cinematografico: ho molto apprezzato alcune scelte di fotografia, sono rimasto incantato dalla straordinaria prova di Sean Penn (che ha assunto in modo stupefacente l'accento, le espressioni caratteristiche e le movenze di Milk) e dall'eccellente capacità attoriale di Josh Brolin e del resto del cast, ho confermato il mio amore per i film di Gus van Sant... ma, da membro dell'associazione glbt italiana che porta il nome di Milk, posso (e devo) dire che il segno più grande che mi ha lasciato questo film è l'impressione diretta e forte di cosa volesse dire l'onda dirompente che l'opera di Milk portò con sé, un'onda di cui è possibile sentire ancora oggi la forza viva. (...)


Ho apprezzato molto il fatto che la sceneggiatura non abbia puntato alla "beatificazione" di Milk, ma alla comunicazione dei suoi ideali, dei suoi pregi e difetti in modo molto diretto: vengono anzitutto raccontati otto anni di vita, la parabola di un uomo che ha avuto il coraggio e la forza di dedicarsi alla realizzazione di un mondo migliore per tutti: per gli anziani del proprio quartiere, per i lavoratori sfruttati, e soprattutto per noi gay. La sua passione, le lotte, i dubbi, la capacità di uscire allo scoperto, di sopravvivere al pregiudizio, di ribaltarlo e, poi, di trascinare con sé la gente fuori dalla paura. (...)


Per lo spettatore che si riconosce (anche solo in parte) nelle situazioni raccontate, questo film è una occasione di emozionarsi riflettendo sulla storia del movimento: spero (ne sono convinto) aiuterà molti ragazzi a capire la necessità della lotta per la nostra visibilità (e, di lì, quella per i nostri diritti). Per uno spettatore meno coinvolto personalmente, questo film sarà invece l'occasione per capire molti meccanismi che forse ignora, e rendersi conto di cosa si intenda per orgoglio quando si parla di omosessualità.


giovedì 8 gennaio 2009

Se il British Museum non ha paura...



"Lo storico" - mi dicevano al liceo - "racconta e descrive lo svolgersi degli eventi e le loro connessioni dopo avere dedotto gli elementi necessari dall'analisi, dalla comprensione e contestualizzazione dei documenti e delle rilevanze archeologiche. Fatto questo, è compito dello storico stesso fornire una fondata interpretazione dei meccanismi che sottendono l'agire umano in un determinato contesto". Bella definizione, vero? Oddio... ritoccabile qua e là una volta presa una laurea in qualche materia umanistica, ma applicabile con facilità a studiosi di qualunque ambito storiografico, dall'evoluzione del texile design nel '400 allo sviluppo dei pensieri assolutistici del '900.

Nella mia testa di adolescente, comunque, lo storico questo faceva: ricercava tra cocci e pergamene un sacco di dati affinché io, misero studentello, potessi apprendere dall'omogenizzato cultural-divulgativo dei miei libri di testo come si mossero alcune realtà nel corso del tempo.
A causa però di una pruderie morale degna solo di romanzetti rosa fine '800, nella mia vita di liceale mi son sempre trovato di fronte ad una totale negazione di una non inconsistente fetta della realtà di cui dovevo essere edotto: in 5 anni di Liceo Classico MAI ho letto un testo poetico greco o latino che lasciasse anche solo sottendere velato riferimento omoerotico, MAI ho potuto vedere opere d'arte che raffigurassero situazioni gay (dalla scena di banchetto della Tomba del tuffatore di Paestum alla Coppa Warren), tantomeno, MAI mi si è fatto capire che Achille e Patroclo fossero qualcosina di più di due buoni amici, o che accanto ad Alessandro Magno stesse il caro Efestione...

Per i miei docenti, insomma, un ragazzo di 15, 16, 17 o 18 anni non era in grado di accettare in fatto che storicamente l'omosessualità poteva godere ed aveva goduto di una considerazione positiva presso civiltà ben più interessanti che la Milano da bere devastata da Tangentopoli
.
Mi chiedo chissà quali traumi immaginassero me ne sarebbero derivati! E dire che a 15, 16, 17 o 18 anni io ero comunque gay (ma proprio tanto), esattamente come lo sono adesso, né più né meno: semplicemente non lo accettavo. Forse forse, dico io, magari, il sapere certe cosette (che mi dovevan comunque esser veicolate, per il dovuto ossequio di un docente alla verità storica) mi avrebbe aiutato a viver meno peggio. Capire che anche personaggi positivissimi come l'imperatore Adriano avevano avuto un Antinoo e che gli omosessuali non eran solo le solite tragiche maschere proposte una volta all'anno da Rete4 quando ritrasmetteva "Il vizietto" avrebbe potuto tornarmi utile.

In Italia, questa moralizzazione della storia persiste inalterata in molte scuole, specie in provincia. Nonostante negli ultimi 10 anni l'aria nei confronti degli omosessuali sia cambiata, evidentemente non lo è ancora abbastanza per consentire agli autori dei testi e agli insegnanti di fare sempre il proprio mestiere in modo corretto. Fonti dirette (iscritti al Milk infiltrati nelle proprie classi con scopi sovversivissimi quali mangiare il Mars durante l'ora di Matematica o Greco) me lo confermano. Così non è, però, in Gran Bretagna: trovandomi al British Museum per visitare la splendida mostra Hadrian: Empire and Conflict lo scorso ottobre ho dovuto letteralmente far lo slalom tra scolaresche di ogni genere e grado, che ben silenti seguivano le proprie guide sotto l'occhio vigile dei docenti anche nella notevole sezione dedicata ad Antinoo, manifestamente indicato come "Emperor's Love" (AMORE dell'Imperatore... e sottolineo la parola "amore"). Questa sezione ospitava, tra l'altro, anche la già citata Coppa Warren, uno degli orgogli del museo londinese, che raffigura chiaramente scene di sesso tenero ed esplicitissimo tra due coppie di amati gay.

Insomma: agli inglesini in visita a quella mostra veniva insegnato che Antinoo non fu un personaggio secondario nella vita di uno dei più grandi uomini dell'antichità, e che egli ebbe quell'importanza proprio in forza dello straordinario amore che Adriano nutrì per lui. Per i curatori della mostra era ovvio dire le cose come stanno: come negare la fortuna del culto di Antinoo, istituito dopo la sua sventurata morte? Non è una cosina da nulla per i risultati che esso determinò nell'arte e nella società d'epoca adrianea...
Per intenderci sulle scelte e i modi di comunicazione usati, guardate semplicemente l'ufficialissimo trailer di presentazione della mostra, accessibile da chiunque on-line sulla prima pagina del sito del museo per mesi e mesi, inserito in apertura di questo post. La vera chicca, però, è questa: un secondo filmato specificatamente dedicato ad Antinoo e all'omosessualità nell'impero, disponibile anch'esso con altri 3 trailer sul sito ufficiale del British, nei DVD di ricordo, ecc...



Sinceramente a Londra non ho visto bimbi suicidi nei lavandini dei servizi igenici, né adolescenti rovinati mangiare pane e Stele di Rosetta, né, tantomeno, ragazzini delle medie che provassero a fracassarsi la testa con i marmi del Partenone dopo esser passati dalla sezione dedicata all'importante storia d'amore tra un imperatore di Roma e un ragazzo della Bitinia. Forse che sbaglino in modo ridicolo gli insegnanti Italiani su questo punto?
Ho come il sospetto (molto vago, chiaramente, perchè significherebbe ammettere di vivere nel paese delle capre legalizzate) che tra gli studiosi e i didatti di una così grande istituzione e i miei docenti del liceo, quelli che san fare il proprio mestiere sian proprio i mangiatori di roastbeef attivi nei musei della perfida Albione e non i cucinalasgne (o meglio cucinapolenta, viste le mie origini) nostrani...

Quanto dovremo aspettare perché si spieghi ai giovani italiani che l'amore (anche quello omosessuale, che è esattamente al pari di quello eterosessuale) può essere uno degli elementi che spinge l'uomo a far grandi cose nella vita personale, nella storia e nell'arte? Dio solo (posto che esista) lo sa! Ma iniziare a non censurare i baci tra cow-boy gay nei film trasmessi in seconda serata sui canali nazionali, secondo me, potrebbe anche essere un piccolo buon inizio...

lunedì 5 gennaio 2009

MILK PARTY MILAN

L'uscita del film MILK di Gus van Sant (con Sean Penn, James Brolin, Emile Hirsch, Diego Luna) è per noi motivo di grande festa! In attesa della anteprima offerta da BIM in collaborazione con MILK MILANO, vi invitiamo tutti al cocktail party da noi organizzato al Maharajà Indian Bar, Sabato 17 Gennaio, dalle 18.30 alle 24.00.

Sarà una occasione per conoscerci, per sapere qualcosa in più sul film, per passare una serata diversa. Durante l'happy hour verrano estratti 10 ingressi per l'anterpima milanese del film.
A tutti i partecipanti verranno regalate spille e locandine ufficiali della pellicola.

Per saperne di più sull'evento o sul nuovo capolavoro di Gus van Sant, guarda la scheda dell'evento su Facebook o visita il blog del film!

MILK PARTY MILAN
Sabato 17 Gennaio 2009, ore 18.30-24.00
c/o Maharajà Indian Bar (Bangkok World Contest 2008 Winner)
Viale Gorizia 8 (MM2, P.ta Genova). Drink, buffet (indian-fusion) e piatto caldo: 7.50 euro. Music by DJ Fedessa.

A due voci



Quella sera avevo scelto il vestito rosso.

A sentirsi bionde si sta un gran meglio. Poi il trucco mi sembrava uscito bene.

Ero sorridente, magari un po’ apprensiva.

"Papà!".

Sì... doveva essere suo quel cd che riempiva l’abitacolo.

Quei suoni di dive d’altri tempi, di voci così chic.

Ero certo di non aver mai pensato a nulla di simile per andare alla serata.

Devo averla presa da lui questa mania di programmare: macchina nuova – serata nuova – amici di sempre.

Poi non mi piace aspettare.

Mettere d’accordo tutti non è stata impresa facile.

Ok, eravamo in tre, ma siamo sempre tre Prime Donne. Io, Veronica la splendida e Pamela la temeraria.

Ma a radunare tutti si fa tardi, e i giovani escono tardi.

Meglio non smentire i luoghi comuni.

E quindi percorro silenzioso la strada che ci porta al posto.

Il locale doveva essere carino e nonostante la mia mania della puntualità c’era da attendere.

Con tutti gli altri, e sempre così giovani.

L’auto scivola su strade vuote come le nostre parole di confidenti di sempre.

Poi il mio sguardo osserva preoccupato le persone.

La coda, l’attesa.

Eccomi in fila, che penso…

Osservo stupito la fila, poi mi sento sollevato.

quando uno sguardo e una voce mi desta

un sorriso teso ed impacciato sul mio volto…

è così semplice…

mercoledì 31 dicembre 2008

BUON ANNO




Ciao a tutte e tutti!

Questo post viene pubblicato per farvi i migliori auguri per il nuovo anno. Immagino ne riceverete a tonnellate in questi giorni.

Si chiude un 2008 duro per tutti in Italia, non solo per noi gay lesbiche e trans, ma anche per tutti i nostri fratelli che in un modo o nell'altro subiscono discriminazioni o devono combattere uno stato di cose ingiusto ed iniquo: i rom, le donne (che ancora non riescono ad ottenere una reale parità con gli uomini), chi lotta per la cultura, chi ha un lavoro senza stabilità, chi deve sbarcare il lunario e nutrire i propri figli a fine mese...

E' stato però anche un anno ricco di elementi positivi: gli studenti sembrano essersi risvegliati da un torpore inalterabile, il movimento glbt sta facendo i conti con se stesso, la parola "libertà" inizia a svelare a molti il proprio profondo significato.

Per noi del MILK è stato l'anno della nostra nascita. La situazione esterna e interna al movimento glbt non è facile, lo sappiamo, ma INSIEME possiamo cambiare le cose lottando... ci stiamo già provando nel nostro piccolo, ed è una cosa di cui andare fieri... no?
Siamo solo all'inizio di una avventura che abbiamo deciso di intreprendere... il 2009 sarà il nostro primo anno di lotta a tutto campo.

Prepariamoci quindi carichi di entusiasmo, di gioia e di voglia di fare, mettendoci al servizio alla comunità glbt e dedicandoci al confronto e alla crescita per il raggiungimento dei nostri traguardi. Questi non sono solo i traguardi di un movimento per i diritti gay, ma quelli di una intera nazione che lotta per un futuro migliore per i propri cittadini, per diventare un luogo dove l'uguaglianza sia reale per tutti, e dove tutti possano nutrire la reale speranza di costruirsi un futuro come parte integrante della società che ci circonda.

Auguriamo a tutti un anno umanamente ricco, un anno in cui l'amore per i nostri cari, per i nostri amici, per i nostri compagni e compagne di vita, per tutte le persone che conosciamo e non conosciamo sia un elemento dominante nella quotidianità.

AUGURIAMO A TUTTI SOPRATTUTTO UN ANNO VISSUTO A TESTA ALTA, NEL MONDO, ORGOGLIOSI DI CIO' CHE SIAMO E DI CIO' CHE PROVIAMO.

Un caro abbraccio,
Buon 2009!

Stefano, portavoce del Milk

lunedì 29 dicembre 2008

Tra passioni e lotte

Il 26 novembre 2008 è stata inaugurata a Castro, il quartiere gay di San Francisco, una lunga anteprima della mostra permanente Passionate Struggle: Dynamics of San Francisco's GLBT History, ospitata dalla GLBT Historical Society.

La storia gay, lesbica, bisessuale, e trans, in tutta la sua diversità, suscita interesse. Passionate Struggle traccia gli elementi di affinità e differenze delle nostre comunità. Vi porta dalle camere da letto e dai retrobottega alle librerie e ai bar, dalle vittorie di Harvey Milk alle rivolte delle prostitute transgender, dai movimenti sociali alle fantasie più segrete.

Questa mostra esplora le tensioni dinamiche tra passione e lotta che hanno plasmato lo scorso secolo marcatamente queer di San Francisco. Attraverso quattro aree tematiche – Places, Politics, Pleasures, People (Luoghi, Politica, Piaceri, Persone) – vi invita a sbirciare negli archivi della fondazione, famosi in tutto il mondo. Per quasi un quarto di secolo, questa istituzione ha zelantemente collezionato e amabilmente preservato i materiali storici relativi al mondo glbt, da quelli memorabili a quelli (apparentemente) mondani. Documenti, oggetti, e fotografie, dunque, per testimoniare il lungo cammino della comunità. Non solo: è possibile effettuare un audio-tour gratuito nei luoghi dell'ascesa del potere gay a San Francisco. Dal sito si può infatti scaricare la traccia audio e la mappa del percorso da Castro Street al municipio.

Ma non tutto è rose e fiori. A causa di alcuni tagli di budget municipali, dovuti alla crisi di inizio anno, servono infatti ancora 160mila dollari per acquistare lo spazio (ed aprire la mostra a tutti gli effetti) dove è ospitata l'anteprima, che durerà fino ad ottobre 2009. Il direttore dell'ente, Paul Boneberg, sembra fiducioso e ribadisce che questo è il momento giusto per inaugurare a Castro la casa della storia del movimento.

Per maggiori informazioni: http://www.glbthistory.org/passionate_struggle/index.html