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lunedì 9 marzo 2009

BIM, MILK E CHE GUEVARA

A seguito delle segnalazioni di alcuni nostri iscritti, del sito Notiziegay.com e di alcuni blogger, oggi abbiamo contattato telefonicamente BIM Distribuzione per chiedere chiarimenti e spiegazioni in merito ad un messaggio inviato su Facebook ai membri del gruppo ufficiale italiano dedicato al film "Milk".

Questo messaggio consigliava di recarsi al cinema a vedere il recente film di Steven Soderberg dedicato ad Ernesto Che Guevara, e sembrava stendere un paragone diretto tra l'attivista gay e il rivoluzionario cubano (entrambi parimenti definiti come eroi che lottarono per la libertà e contro le ingiustizie) piuttosto ardito... ma, soprattutto, abbiamo trovato che l'invito fosse inopportuno considerando ciò che "il Che" pensava e faceva agli omosessuali, per i quali propose campi di rieducazione e l'eliminazione: una linea duramente omofoba ben seguita anche dal regime castrista sino a tempi recenti (così come attestato, ad esempio, dalla produzione autobiografica del grande scrittore Reinaldo Arenas) ma evidentemente poco conosciuta dagli italiani, anche nell'ambito gay.

Ebbene, confermando la linea di massima cortesia ed ascolto che ha contraddistinto BIM nel relazionarsi con noi in occasione dell'uscita di "Milk", la responsabile marketing Laura Crivellaro ha ascoltato a lungo e con attenzione le nostre perplessità, la nostra spiegazione relativa alle realtà legate alla persecuzione cubana dei gay e alle sensibilità coinvolte, ha desiderato informarsi ed informare i colleghi in merito alle questioni per cui ritenevamo non opportuno il messaggio, ci ha spiegato i meccanismi che hanno portato al suo invio e ha prontamente spedito a tutti membri del gruppo facebook in questione il testo (ufficialmente firmato BIM) che riportiamo qui sotto.

Ci piaceva riportare questa notizia, a segno del fatto che molto più spesso di quanto si creda le nostre ragioni vanno semplicemente spiegate.

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Cari amici, a seguito delle segnalazioni giunte dopo l'invio
agli iscritti di questo gruppo dell'invito alla visione del
film "Che, l'Argentino" di Steven Soderbergh, BIM intende
chiarire le fraintese motivazioni di questo messaggio.

BIM ha ampiamente dimostrato attenzione e cura nella
distribuzione di pellicole che hanno contribuito a far
positivamente familiarizzare il grande pubblico con la
realtà omosessuale (si pensi a "I segreti di Brokeback
Mountain" e "Milk") anche quando l'esito commerciale di tali
operazioni era tutt'altro che scontato.

Non era quindi nostra intenzione ferire alcuno nel segnalare
tramite il gruppo facebook dedicato a "Milk" un altro
biopic.

Non entrando nella questione della valutazione storica e
politica che è dovuta al personaggio rappresentato nel
biopic, ci fermiamo alla qualità della pellicola di
Soderbergh, certi che le nostre migliori intenzioni siano
state dimostrate dalla nostra recente e fruttuosa
collaborazione nella promozione di "Milk" con i circoli
omosessuali Milk Milano, Mario Mieli di Roma, e Arcigay.

BIM Distribuzione



domenica 8 marzo 2009

GENOVA PRIDE 2009

Care amiche e cari amici, oggi siamo stati ospiti (nelle persone del nostro portavoce Stefano Aresi e il nostro segretario Gabriele Perroni) del Comitato Genova Pride 2009 per discutere insieme alle altre associazioni glbt della prossima giornata nazionale del nostro orgoglio, contribuendo a stenderne il manifesto e fissarne la data (si è optato per Sabato 27 Giugno p.v.).

L'incontro è stato a nostro parere caratterizzato da un dialogo estremamente costruttivo, ed ha portato, oltre al documento proposto qui sotto, ad un confronto franco, aperto e diretto tra i rappresentanti delle realtà del movimento che hanno potuto e voluto partecipare, tra cui Agedo, Arcigay (Nazionale e vari comitati provinciali... Genova, Brescia, il Cassero di Bologna e il Cig di Milano), Arcilesbica (Nazionale e circolo di Genova), Certi Diritti, Circolo Maurice Torino, Comitato Torino Pride, Coordinamento Pesce Torino, Di Gay Project, Gay Lib, Ireos Firenze, Rete Lenford, ecc...

Vi aggiorneremo in altri post sia in merito ad un importante proposta di coordinamento nazionale per i prossimi pride, sia per quanto riguarda l'ormai vicino evento, che gli amici di Genova hanno dimostrato di aver curato in ogni dettaglio e preparato in piena armonia con le istituzioni e le realtà locali. Siamo felici di essere stati chiamati oggi a Genova a contribuire a questa manifestazione (che troviamo in piena linea con la nostra visione politica), per il modo in cui ci siamo confrontati e siamo stati ascoltati da tutti, e per i contenuti del documento finale (approvato nel pomeriggio), che ci pare ponga nella giusta evidenza i punti ritenuti prioritari dai partecipanti a seguito della mattinata di discussione. Il Milk aderisce ufficialmente e con entusiasmo al Genova Pride 2009. Buona lettura!

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GENOVA: PRIDE NAZIONALE 2009

Il Pride del 2009 è per noi l’occasione di sottolineare la piena cittadinanza delle persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali) italiane. La nostra presenza sociale è oggi considerata dalla gran parte della società italiana un fatto positivo e arricchente dei differenti vissuti e punti di vista.

Per questo riteniamo che nel pieno della crisi economica e sociale del Paese sia nostro dovere sottolineare come le persone LGBTQI condividano la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro, per la restrizione della disponibilità di reddito, per la precarizzazione esasperata della propria esistenza. Ribadiamo con forza che l’Italia cambierà solamente quando diritti civili e diritti sociali saranno collegati insieme in un progetto di mutamento delle condizioni concrete delle persone.

La nostra piattaforma rivendicativa, è rimasta sostanzialmente immutata dal Pride nazionale di Roma del 2007 passando per il Pride nazionale di Bologna del 2008. Questo dimostra l’arretratezza e l’immobilismo della politica italiana.

Nel 2009 vogliamo aggiungere alle nostre specifiche e legittime aspirazioni un messaggio politico di aggregazione di tutte le forze sociali e culturali italiane affinché dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dalla incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo una nuova idea di società plurale e solidale.

Per tutte queste ragioni, il 27 giugno, vigilia del quarantennale del movimento mondiale, il Genova Pride 2009 sarà la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà, della solidarietà, del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche, politiche e religiose. In particolare siamo impegnati per la tutela e aiuto nei confronti delle persone LGBTQI appartenenti a etnie e religioni provenienti da paesi ove sono perseguitate.

È per noi essenziale ribadire la difesa della Costituzione e della laicità dello Stato, insieme alla difesa e promozione della vita e dignità delle persone e delle famiglie LGBTQI in particolare contrastando l’ondata di omofobia, lesbofobia, transfobia che si è abbattuta negli ultimi anni nel nostro Paese.

Un laboratorio per sperimentare nuovi percorsi anche dentro il movimento LGBTQI, che deve saper interpretare l’impetuoso cambiamento economico e sociale determinato dalla crisi.


Comitato Genova Pride
www.genovapride.it

lunedì 9 febbraio 2009

Milk Milano scende in piazza per Eluana e lo stato di diritto

Domani, dalle 17.30 alle 19.30 Milk Milano sarà in piazza Fontana per partecipare al presidio indetto dalla Consulta di Bioetica cittadina. Manifestazioni simili si terranno in contemporanea a Pisa, Verona, Bologna, Roma, Torino.

Tutti i tesserati, i simpatizzanti, gli amici sono caldamente invitati a partecipare. Milk Milano non può infatti astenersi dallo scendere ufficialmente nelle strade in difesa della dignità di Eluana e del dolore del padre Beppino, soprattutto davanti al barbaro ed inaudito assalto compiuto dai rappresentanti dell’attuale governo nei confronti delle garanzie di divisione dei poteri espresse nella nostra Carta Costituzionale e del ruolo e della persona del Presidente della Repubblica, oltre che davanti all’ennesima indebita, violenta, e sprezzante ingerenza dell’estremismo religioso nella vita politica e sociale dell’Italia.

Milk Milano è nato per contribuire ad un mondo libero, retto da regole che consentano la civile convivenza e favoriscano la piena affermazione della dignità umana in ogni suo aspetto: contrastare a capriccio una sentenza passata in giudicato, sferrare continui attacchi all’equità data dai principi democratici del nostro paese, imporre ideologie teocratiche, ferire nell’intimo chi deve prendere difficili e dolorose scelte, spargere informazioni pseudoscientifiche per “colpire allo stomaco” le persone meno preparate, sono tutti atti indegni della società civile a cui aspiriamo come cittadini e come minoranza discriminata.

Per questi e per mille altri motivi, per il nostro senso del dovere civico, per il dovuto rispetto alle istituzioni, alla laicità, alla magistratura, alla famiglia Englaro e, soprattutto, a Eluana (cui si nega una morte dignitosa in forza del pessimo vizio cattolico di imporre con indebite ingerenze ed arroganza la propria visione del mondo negli ambiti più sacri della vita di una persona, ivi inclusi l’amore e la morte) domani saremo in piazza con le nostre bandiere.

Stefano Aresi, portavoce di Milk Milano

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"In tutto lo stato la gente legge di me, e ciò che si legge non è incentrato sul mio essere gay. Riguarda semplicemente una persona gay che sta facendo il proprio dovere" Harvey Milk

martedì 27 gennaio 2009

Milk- L'anteprima.



"Questi siamo noi e questo facciamo, prendetene nota". Con queste parole, il nostro portavoce, Stefano Aresi, ha presentato noi, i membri del Milk, e ha dato inizio all'anteprima di uno dei film più importanti per la communità glbt quest'anno.

Siamo stati onorati della presenza di numerosi ospiti appartenti al mondo dello spettacolo, della politica e non solo: in quella sala erano presenti anche e soprattutto persone non-vip: eterosessuali, omosessuali e transessuali, tutti riuniti per sentire la storia di un uomo che non ha avuto paura di mostrarsi per quello che era in un periodo in cui il clima era ancor più cupo (e di molto) che nei giorni nostri. Harvey Milk ha iniziato rivolgendosi a tutti, ai lavoratori, agli anziani, ai bambini, alle donne, e nel nostro piccolo questo è quello che abbiamo tentato di fare noi riunendo così tante persone in una singola sala.

In questi giorni ho letto diversi commenti sul film, alcuni positivi, altri meno. Personalmente, ritengo che l'ultimo lavoro di Gus van Sant sia una pellicola necessaria, se sia un capolavoro non lo so, non sono un critico cinematografico. Sicuramente è qualcosa di reale, che conferisce anche davanti al più bieco ignorante spessore ad una categoria, quella di noi omosessuali, spesso presentata in TV come una semplice "macchietta".




Questa è solo una delle tante cose che speriamo abbiano colto i presenti all'anteprima e quanti nei giorni successivi hanno visto il film. Per quanto riguarda noi, invece, siamo solo agli inizi, forse un po' impacciati o inesperti, ma con tanta voglia di imparare e metterci in gioco.




La serata è stata aperta da un ricco aperitivo al Paso de los Toros, in cui ci ha fatto graditissima (e divertente) compagnia l'on. Anna Paola Concia, che ha risposto a tutte le nostre curiosità e domande sullo stato dei nostri diritti in parlamento, sulla politica del suo partito e sulla... brrrrrrr... Binetti. Grazie per la disponibilità Anna Paola, a presto!!!




venerdì 16 gennaio 2009

Milk Official Party vieni con noi!


Cari lettori e lettrici, oramai è quasi tutto pronto.
In occasione dell'anteprima e dell'uscita del film "Milk" (il 22 gennaio presso il Cinema Apollo e dal 23 gennaio in tutti i cinema), si terrà l'official happy hour a tema, presso l'esotico ed esclusivo"Maraja Indian Bar" (fermata MM2 P.ta Genova).
Avete voglia di fare quattro chiacchere con noi, scoprire finalmente i nostri volti, avere un assaggio di quello che sarà l'attesissimo film di Gus van Sant? Tutto questo (e molto altro ancora) sarà finalmente possibile domani, a partire dalle 18,30 fino alle 24, così che tutti possano partecipare, da chi è solito andare a letto con le galline alle 20 a chi invece normalmente rivede il cuscino non prima delle 3 del mattino.
Se non avevate ancora deciso dove cenare o dove sostare prima della discoteca, ecco una valida alternativa alle solite e scontatissime soluzioni del sabato sera, non lasciatevela scappare! Non restate a casa a guardare il Grande Fratello mangiando la solita minestra, un aperitivo esotico, un'attraente location e tutti i membri dello Staff del Milk vi aspettano! Non mancate!

mercoledì 14 gennaio 2009

GAY.tv TI REGALA L'ANTEPRIMA DI 'MILK' CON MILK MILANO: MANDA LA TUA SPERANZA E PARTECIPA!

GAY.tv offre ai propri visitatori la possibilità di partecipare all'anteprima di MILK organizzata da Milk Milano in collaborazione con BIM Film. Leggi come e partecipa visitando GAY.tv

"Dovete dargli speranza". Questo diceva Harvey Milk negli anni '70. Anni in cui essere gay ed essere eletto ad una carica politica significava infrangere un record. Sembrano mille secoli fa, sono solo 30 anni, penseranno quelli di voi che sono ben fieri (e a ragione) di vivere nell'epoca-Obama. Ed è proprio il primo afro-americano ad essere stato eletto Presidente degli Stati Uniti d'America ad aver riportato in auge il concetto di Hope, Speranza, che mai come oggi sembra attuale e necessario.

Vi riportiamo un brano tratto da un celebre discorso di Harvey Milk per stimolarvi, poi prendete penna e calamaio e scriveteci cosa sperano un ragazzo o una ragazza gay italiani oggi: cosa è per voi la speranza? In cosa è riposta la vostra speranza? Cosa significa, oggi, per un giovane gay italiano "avere una speranza"?

La lunghezza massima dell'elaborato è di 600 caratteri. Inviate il tutto a redazione@gay.tv con il vostro nome, cognome, link al profilo in community e numero di cellulare ed in oggetto 'MILK - SPERANZA': ad insindacabile giudizio della redazione ne verrano selezionati due che riceveranno in premio l'ingresso valido per due persone per l'anteprima di 'Milk' di Gus Van Sant al cinema Apollo di Milano il 22 gennaio alle 21.


Dateci una speranza e noi vi mandiamo al cinema!

"E i ragazzi gay di Altoona, della Pennsylvania, di Richmond, del Minnesota, che fanno coming out e poi ascoltano Anita Bryant (n.d.r. cantante che si scagliava contro i gay) in televisione. L'unica cosa che li fa andare avanti è la speranza. Speranza di un mondo migliore, di un futuro migliore, speranza di un posto sicuro dove rifugiarsi se la pressione in casa diventa troppa. Speranza che andrà tutto bene. Senza speranza non solo i gay, ma anche i neri, gli anziani, i portatori di handicap, noi tutti ci arrenderemmo. E se eleggerete più politici gay, coloro che fino ad ora si sono sentiti privati del proprio diritto di voto riuscirannoad andare avanti. Sarà una speranza per una nazione che si era arresa, perché se ce la può fare una persona gay, le porte sono aperte per tutti".

lunedì 12 gennaio 2009

Milk visto da Milk

L'anteprima milanese di MILK di Gus van Sant prevista per il 22 Gennaio si avvicina sempre più. Il 17 (sabato prossimo!!!) Milk Milano ospiterà presso il Maharajà Indian Bar un esclusivo happy hour a tema. Qui sotto l'intervista che il nostro portavoce Stefano Aresi ha rilasciato per il sito ufficiale del film, dopo aver assistito all'anteprima in lingua inglese lo scorso mese. Presso le serate e i locali migliori di Milano, intanto, troverete i nostri volontari a presentare il film e a distribuire materiale informativo.

La prima cosa che ho provato è commozione; la sensazione immediata di aver vissuto per due ore accanto a delle persone reali, nel 1978; il senso di sgomento nel vedere le immagini di repertorio dei titoli di testa (con omosessuali di ogni ceto ed età messi alla gogna dalla polizia davanti alle telecamere) e le discriminazioni subite (alcune oggi impensabili, altre purtroppo ancora quotidiane); la sconsolante coscienza che la nostra dignità non sia pienamente riconosciuta in Italia proprio in forza delle stesse, identiche, grette motivazioni che trent'anni fa i personaggi omofobi di questa pellicola (politici, cantanti...) usavano per colpire la vita delle persone omosessuali. (...)


Non sono un critico cinematografico: ho molto apprezzato alcune scelte di fotografia, sono rimasto incantato dalla straordinaria prova di Sean Penn (che ha assunto in modo stupefacente l'accento, le espressioni caratteristiche e le movenze di Milk) e dall'eccellente capacità attoriale di Josh Brolin e del resto del cast, ho confermato il mio amore per i film di Gus van Sant... ma, da membro dell'associazione glbt italiana che porta il nome di Milk, posso (e devo) dire che il segno più grande che mi ha lasciato questo film è l'impressione diretta e forte di cosa volesse dire l'onda dirompente che l'opera di Milk portò con sé, un'onda di cui è possibile sentire ancora oggi la forza viva. (...)


Ho apprezzato molto il fatto che la sceneggiatura non abbia puntato alla "beatificazione" di Milk, ma alla comunicazione dei suoi ideali, dei suoi pregi e difetti in modo molto diretto: vengono anzitutto raccontati otto anni di vita, la parabola di un uomo che ha avuto il coraggio e la forza di dedicarsi alla realizzazione di un mondo migliore per tutti: per gli anziani del proprio quartiere, per i lavoratori sfruttati, e soprattutto per noi gay. La sua passione, le lotte, i dubbi, la capacità di uscire allo scoperto, di sopravvivere al pregiudizio, di ribaltarlo e, poi, di trascinare con sé la gente fuori dalla paura. (...)


Per lo spettatore che si riconosce (anche solo in parte) nelle situazioni raccontate, questo film è una occasione di emozionarsi riflettendo sulla storia del movimento: spero (ne sono convinto) aiuterà molti ragazzi a capire la necessità della lotta per la nostra visibilità (e, di lì, quella per i nostri diritti). Per uno spettatore meno coinvolto personalmente, questo film sarà invece l'occasione per capire molti meccanismi che forse ignora, e rendersi conto di cosa si intenda per orgoglio quando si parla di omosessualità.


giovedì 18 dicembre 2008

Comunicato congiunto Milk Milano e Circolo Mieli di Roma

A seguito dell'articolo Milano-Roma. C’è Milk e Mylk… Scoppia la guerra dei cloni? pubblicato dal sito di informazione Notiziegay.com (http://www.notiziegay.com/?p=21748), i Circoli di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" e "Harvey Milk" desiderano pubblicare anche sui propri siti e blog la lettera congiunta scritta a Notiziegay per chiarire le proprie posizioni.


Milano e Roma, 18 Dicembre 2008

Cari amici di Notiziegay.com,

a nome del Circolo di Cultura Omosessuale «Harvey Milk» e del Circolo di Cultura Omosessuale «Mario Mieli» desideriamo compiere alcune precisazioni e correzioni in merito ai contenuti dell'articolo C’è Milk e Mylk… Scoppia la guerra dei cloni? da voi pubblicato.

Vi ringraziamo anzitutto per aver preso così a cuore le nostre associazioni (che state seguendo con attenzione e obbiettività), ma non possiamo di certo tacere il fatto che non condividiamo per nulla il taglio aggressivo dato alle vostre osservazioni a fronte della nascita di una nuova sezione giovanile in seno al Mieli, su una questione, oltretutto, davvero marginale.

Se è innegabile che Milk Milano sia la prima associazione italiana che ha scelto di dedicare il proprio nome ad Harvey Milk, è anche ben sensato comprendere che nessuno è possessore dei diritti su di esso! I suoi ideali, infatti, sono secondo noi di proprietà del movimento glbt tutto, nella sua interezza, e di chiunque li voglia ascoltare e fare propri. Questi ideali, per noi tanto importanti, comprendono anzitutto una visione (forse un po' utopistica) di unità del movimento gay, pur nelle differenze di impostazione. Milk diceva che non aveva senso chiedersi di chi abbiamo bisogno per acquisire i nostri diritti. Infatti, sosteneva, per ottenere quei diritti c'è bisogno del lavoro di tutti.

Il fatto che due distinti gruppi di ragazzi si siano ispirati al nome di Milk per fondare una associazione a Milano e una sezione interna di un'altra a Roma non può che essere il segno che il seme sparso dalle parole e dal sacrificio di questo padre del movimento gay sta dando anche in Italia buoni frutti. Se la fortuna della pellicola di Gus van Sant spinge a questi risultati, non si può che essere contenti. Speriamo che molti inizino finalmente a conoscere questo uomo e a ricordarsi di quanto ha fatto per tutti noi.

Mieli e Milk Milano, oltretutto, vantano stima e ottimi rapporti reciproci. Invitiamo chiunque a non suscitare infruttuose polemiche su punti per noi davvero non importanti, ma ad andare avanti tutti insieme per la nostra comune strada, ossia verso i diritti.
Grati della cortesia che userete nel pubblicare queste nostre note,

Stefano Aresi, Circolo di Cultura Omosessuale «Harvey Milk» Milano
Andrea Maccarrone, Circolo di Cultura Omosessuale «Mario Mieli» Roma

mercoledì 10 dicembre 2008

Day Without A Gay


Oggi negli USA si protesta. Si protesta perché uno dei nostri fondamentali diritti, quello al matrimonio, in California è stato prima garantito e poi abolito da un referendum (la Proposition 8).
Oggi i gay e le lesbiche d'oltreoceano sono invitati a non recarsi al lavoro, ad oscurare i propri siti, a far sentire al mondo che li circonda che non possiamo esistere solo quando serviamo nello svolgimento del nostro lavoro o nel servizio alla società civile, ma che dobbiamo esistere anche quando torniamo a casa e necessitiamo di avere la sicurezza che il nostro amore è tutelato e riconosciuto dalla legge. Dobbiamo esistere anche quando vogliamo che esso sia pubblicamente difeso se attaccato dalla violenza o dai deliri ideologici di qualcuno, esattamente quanto lo è quello di qualunque eterosessuale. Dobbiamo esistere per come siamo e non per come una maggioranza vorrebbe che fossimo, e dobbiamo esistere anche nel momento in cui decidiamo di dire "sì" alla persona che amiamo.

Il Milk si unisce nel suo piccolo alle proteste delle nostre sorelle lesbiche e dei nostri fratelli gay statunitensi in questo giorno di protesta. Non si può cancellare un diritto fondamentale dell'uomo con un referendum.

Noi omosessuali siamo qui, nelle strade su cui camminate anche voi etero, siamo i vostri figli, talora i vostri padri, siamo i vostri colleghi di lavoro, i vostri allievi e i vostri maestri nelle scuole, i vostri amici al bar, i vostri medici, i fornai da cui comprate il pane, ecc... Non è giusto pretendere la nostra presenza solo quando c'è bisogno di noi e nei modi che ci vengono imposti da una maggioranza che ci discrimina.

Pretendiamo di essere presenti anche sulla carta su cui è scritta la legge relativa alla parola "matrimonio". Se non ci volete lì, non ci avrete da nessuna altra parte.

sabato 29 novembre 2008

Stà arrivando ... Poppea!


Mancano pochi giorni a "L'incoronazione di Poppea" la grande serata di beneficenza a Milano, in occasione del World AIDS Day 2008, organizzata da A.S.A. e il cui incasso sarà interamente devoluto al Progetto di Accompagnamento delle persone sieropositive coordinato da A.S.A.

In attesa di questa elettrizzante serata vi proponiamo una raccolta di articoli e post apparsi su vari siti italiani nelle ultime settimane.

Buona lettura...e se avete altre segnalazioni da farci non esitate a inserire un commento.

[...]Il cast sarà protagonista di un vivace spettacolo curato dalla regista Paola Reggiani, che ha trasposto la vicenda presso la corte imperiale giapponese, tra splendidi kimono originali e continue citazioni cinematografiche.
http://www.arcigay.it/citta-unite-contro-hivaids-2008

[...] La data è il 1 dicembre: il World Aids Day, la giornata mondiale contro l'Aids, compie vent'anni. Un appuntamento importante per riflettere e ricordare di non abbassare la guardia e continuare a promuovere iniziative di prevenzione.
Fra i tanti interventi in programma, l'Asa propone [...] a Milano, il 1 dicembre alle 20, a sostegno del progetto di accompagnamento Asa, il Teatro Dal Verme ospita una serata benefica con il celebre ensemble La Venexiana e Claudio Cavina. Si tratta dell'unica tappa italiana della tournée internazionale de L'incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi nel nuovo allestimento curato da Paola Reggiani
http://viaggi.corriere.it/dove_consiglia/eventi/2008/aids_world_day_20/eventi_aids_day_2008.shtml

[...] La sensuale musica di Monteverdi, Cavalli, Sacrati e Ferrari, e lo scabroso ed esplicito libretto di Giovan Francesco Busenello raccontano il trionfo dell'amore in tutte le sue forme nel violento intreccio di sesso, morte e politica che portò all'ascesa al trono di Poppea Sabina accanto all'imperatore Nerone.
http://www.freeblogging.it/in-concerto/progetti-musicali/L-incoronazione-di-Poppea-con-La-Venexiana-Concerto-per-il-World-Aids-Day-2008.html


Il 1 Dicembre p.v., in felice coincidenza con l’apertura della grande settimana di festa e cultura che si chiuderà con la prima della Scala e Sant’Ambrogio, La Venexiana, diretta da Claudio Cavina (vincitori del GRAMOPHONE AWARD 2008), offrirà in una serata di beneficenza presso il Teatro Dal Verme, nel cuore di Milano, l’unica tappa italiana della tournée internazionale della nuova produzione de L’incoronazione di Poppea, attribuita a Claudio Monteverdi.
http://www.mariomieli.org/spip.php?article814


[...] Il dramma racconta con straordinaria efficacia, tra scene comiche e tragiche, il trionfo dell’amore in tutte le sue forme nel violento intreccio di sesso, politica e morte che portò all’ascesa al trono imperiale di Poppea Sabina.
http://www.notiziegay.com/?p=20705

[...] Consigli della settimana:
La Venexiana direttore Claudio Cavina Nerone ossia L'incoronazione di Poppea musica attribuita a C. Monteverdi, Teatro Dal Verme, Milano, 1 dicembre, incasso interamente devoluto ad ASA Associazione Solidarietà Aids;
http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=268406


La Venexiana offre gratuitamente questa rappresentazione alla città di Milano per sensibilizzare il pubblico alle tematiche dell’aids e per raccogliere fondi per i progetti di ASA. Perché questa scelta?
Perché credo che non si possa fare altrimenti! Anzi, credo proprio sia un dovere di noi artisti impegnarsi affinché se ne parli più spesso. La Venexiana ha offerto già due anni fa una rappresentazione di Orfeo a favore di una cooperativa per l’inserimento lavorativo dei disabili mentali. A me sembra impossibile che ci sia ancora un tabù sull’AIDS: è problema riguarda tutti, al di là dell’orientamento sessuale, della classe sociale… al di là qualunque cosa. Stavamo iniziando con il gruppo il lavoro su Poppea quando un mio collaboratore mi ha segnalato l’esistenza di ASA.

intervista a Claudio Cavina
http://cultura.cronacacity.com/?p=172

giovedì 23 ottobre 2008

Olocausto taciuto a Lecco

Il MILK inizia le proprie collaborazioni ufficiali con le altre associazioni glbt partendo da Lecco, dove sarà ospite di Renzo e Lucio per un incontro divulgativo aperto a tutti sulle persecuzioni degli omosessuali durante il nazismo. Riportiamo qui sotto il comunicato stampa dei nostri amici lecchesi. Intanto vi ricordiamo il prossimo incontro a Milano: Il suono della Commedia, letture dantesche di Claudio Vela, il giorno 8 Novembre.


ASSOCIAZIONE RENZO E LUCIO
MARTEDI 28 OTTOBRE 08
ALLE 21.00 VIA CALLONI 14
LECCO

L'olocausto taciuto
la persecuzione degli omosessuali durante il nazismo

interverrà

Stefano Aresi
(Circolo di cultura omosessuale Harvey Milk, Milano)

Si è parlato spesso dell’atrocità della persecuzione nazista nei confronti degli Ebrei, o dei politici contrari al regime, ma poco si è parlato della persecuzione degli omosessuali nei campi nazisti. Il triangolo rosa era il marchio, di stoffa, che nei campi di concentramento nazisti veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, considerata un crimine in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco.
Durante il Nazismo in Germania i rapporti omosessuali, allora considerato “sterili” ed “egoistici”, vennero visti come un tradimento alle politiche demografiche di potenziamento del popolo, non essendo gli omosessuali in grado di riprodursi. Per questo motivo e per le spiegazioni genetiche addotte, da 10.000 a 30.000 omosessuali vennero internati nei campi di concentramento. Il triangolo rosa era stato scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle lesbiche invece fu imposto il triangolo nero delle “asociali”. Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se si dichiaravano apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo. L’emendamento nazista al paragrafo 175 che trasforma l’omosessualità da offesa minore in reato, rimase intatto per 24 anni dopo la fine della guerra.

lunedì 20 ottobre 2008

VOLETE CONOSCERE POPPEA?

Sono stato incaricato di parlare di una delle prossime iniziative cui parteciperà (nel suo piccolo) il nostro oramai caro e affezionatissimo circolo di cultura omosessuale: la rappresentazione, in anteprima mondiale, de “L’incoronazione di Poppea” eseguita dal celebre ensemble La Venexiana in occasione del World Aids Day (1 dicembre, per chi non lo sapesse). Questo evento è organizzato da ASA grazie al contributo di alcuni generosi sponsor (BPM, la Provincia di Milano, il CIG-Arcigay Milano, Pier pour hom, Notiziegay.com), e grazie all'appoggio e al lavoro comune e coordinato di istituzioni e associazioni milanesi (la Provincia, l'Assesorato alla salute del comune, il Milk, Lila Milano, Anlaids Lombardia, Matrici Culturali, Musica Reservata).

Un melodramma barocco potrebbe apparentemente destare l’interesse solo di un pubblico ristretto, di nicchia; io sono convinto che, in realtà, ciascuno di noi possa trovare in questa iniziativa un motivo per esserci. Anzitutto i proventi ricavati dalla serata saranno interamente utilizzati dall’ASA (Associazione Solidarità Aids) per un progetto di accompagnamento dei malati di hiv. Una buona causa, quindi. ASA è accanto ai sieropositivi e alle loro famiglie dal 1985, ed ha all'attivo numerosissime iniziative di sensibilizzazione e sostegno pratico e psicologico (www.asamilano.org).

Inoltre, numerose scelte “audaci” (l’ambientazione della regia nel Giappone del dopoguerra, in cui erano mescolati oriente e occidente, con l’allusione a note scene di film hollywoodiani, tanto per fare un esempio) renderanno sicuramente non solo questo spettacolo piacevole, ma sapranno intrigare e appassionare anche chi per la prima volta si accosta al mondo dell'opera.

E ancora, se questo non dovesse essere sufficiente per stuzzicare il vostro interesse, parliamo dei temi de “L’incoronazione di Poppea”, ancora oggi attualissimi, ovvero Sesso e Potere. La trama considera, a differenza di Renato Zero, una serie di triangoli (non necessariamente sessuali...): anzitutto quello tra Poppea, Nerone e Ottone, e poi quello tra Ottone, Drusilla e Poppea, la quale, sfruttando l’amore dell’imperatore, riuscirà a diventare imperatrice ai danni di Ottavia, legittima moglie di Nerone. Potrebbe quindi trattarsi per alcuni di una alternativa nuova agli ormai imminenti show defilippiani, anch’essi ad alta concentrazione di “Poppee”.

I pregi di questo spettacolo sarebbero ancora tanti da elencare (ad esempio i numerosi siparietti comici ricchi di doppi sensi a sfondo sessuale, che non guastano mai) ma per ora preferiamo lasciarvi così, con questo breve assaggio, anche se il primo dicembre non è lontano. Sappiate, comunque, che torneremo ancora a parlare di Poppea prossimamente. Intanto, per i più curiosi, ecco l'indirizzo del sito internet del'evento: http://www.poppeamilano.it/.


I biglietti di ingresso (da 40, 28 e 16 euro) sono in vendita da lunedì 20 ottobre presso:

Pier pour hom, viale Gorizia 14. Tel.: 02.89075230. Dal Martedì al Sabato, dalle ore 11.00 alle 19.30.Domenica e Lunedì dalle ore 14.00 alle 19.00.

ASA, via Arena 25. Tel.: 02 58107084.Dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 15.30 alle ore 18.30.

Contribuisci anche tu, e scopri perché "Roma brucia di passione"!

martedì 7 ottobre 2008

VIVERE A MODO TUO

Se mi chiedessero: "Quale è il più grande locale gay di Milano?", mi verrebbe spontaneo precisare "Esclusa l'Ikea?". Perché sì, dai, ammettiamolo, noi finokki impazziamo per la grande catena svedese. Basta fare un giro il sabato pomeriggio nei suoi negozi per notare che tra bimbi urlanti che affogano rovinosamente tra le palline colorate e coppiette di futuri sposini etero ripieni di polpettine low price la presenza di coppie omo è abbastanza massiccia. Credo Ikea lo sappia, e lo sappia bene.

Leggendo uno dei numerosi giornali gratuitamente distribuiti alle uscite dalla metropolitana non mi son quindi stupito più di tanto nel vedere la pubblicità del nuovo catalogo Ikea 2009 (con tanto di allegra coppietta di fanciulli appollaiati su un divano-letto matrimoniale). Questa pubblicità ha aperto in me una serie di considerazioni. Guardate bene questa immagine. Credo che Ikea - come tante multinazionali che desiderino risparmiare - realizzi le proprie pubblicità in paesi civili (quali la Svezia, appunto) e poi le rigiri alle sue filiali perché adattino i testi (anche in paesi barbari quali l'Italia). Lo premetto, quanto scritto a seguito è mero frutto di una mia "pippa mentale"... ma mi chiedo sinceramente se questa coppia in altri paesi europei non sia gay, perché - guarda un po' - in Italia essa è semplicemente composta da "amici", o, per meglio dire, da due amici che vanno verso i quaranta e vivono insieme, hanno un divano-letto matrimoniale rosa su cui si assidono in modo particolarmente gioviale (beh, sono amici no?), con sotto la scritta "VIVERE A MODO TUO", e - attenzione attenzione - il seguente testo: "Francesco ed Enrico (...) soci IKEA FAMILY", benché - ahimé - semplicemente "COINQUILINI".

"Bojadeh!" direbbero a Livorno. Io non ho nulla contro i coinquilini, sia chiaro, anche quelli di 64 anni e mezzo e che si chiamano Mariolino e Uguccione. Ma siccome la cosa mi puzza di bruciato (all'inizio pensavo fosse solo il nuovo profumo di CK appena spruzzatomi, e invece no), passato qualche giorno sono andato quatto quatto sul sito ikea.it... e cosa mi vedo? Una differente copertina del catalogo, con signorina single nel medesimo, identico, spiaccicato ambiente ma senza abiti maschili buttati sul divano e senza amiconi per la pelle. Penso sinceramente che Ikea Italia non abbia in realtà fatto caso al messaggio subliminare che poteva derivare dalla copertina del catalogo: dubitiamo infatti tutti della ipotesi che tra i suoi addetti marketing, i suoi designer, i suoi fioristi, i suoi texile designer, i suoi arredatori di interni (e, a questo punto, anche tra le coppie omo sue clienti) vi sia qualcuno che abbia mai avuto anche lontanamente a che fare con il mondo gay, vero? Quella nella foto è una semplice coppia di coinquilini, e io ci ho proiettato sopra il sogno della mia vita. Capita. Mi fa solo piacere, poi, sapere che i coinquilini dello stesso sesso possano aver diritto alla Family Card o come cacchio si chiama.

Come dicevo, la mia "pippa mentale" è solo la proiezione di una speranza, quella che le multinazionali (tra cui Ikea e molte compagnie aeree) che all'estero si mostrano davvero gay-friendly, un giorno scelgano di fare anche qui tra gli italici buzzurri della palese, manifesta e aperta pubblicità rivolta al mondo gay, o declinata in versione gay, come già abitualmente fanno al di là dei confini nostri (e parlo delle stesse identiche aziende, sia chiaro). Questa cosa aiuterebbe di certo il processo di integrazione, oltre che la normalizzazione delle coppie omo agli occhi del pubblico meno preparato (penso sempre a mia nonna Clotilde). Oltretutto, sentiremmo più vicine marche che all'estero non han mai avuto problemi a mostrarsi nostre "amiche", ma che in Italia han paura di cadere in polemiche con le solite anatre familistico-cattoliche.

Facciamo oltretutto due conti: noi finokki e lesbiche siamo variabilmente tra il 6 e il 10% della popolazione, e le anatre di cui sopra credo siano numericamente un bel po' di meno in realtà (il moige, ad esempio, è composto da quattro bigotti sciammannati - davvero ben organizzati, ammettiamolo - ma pochi e rappresentanti di se stessi soli e di null'altro). Noi gay e lesbiche per i commercianti siamo senza dubbi un mercato: chi ci ama (o chi semplicemente è furbo) dovrebbe avere vantaggi a mostrarsi apertamente come nostro amico, poiché nel libero mercato potremmo anche noi iniziare ad operare scelte di stampo - diciamo così - "ideologico", scegliendo di VIVERE A MODO NOSTRO anche gli acquisti più inaspettati. Il MILK lo sta già facendo: abbiamo infatti iniziato una campagna di convenzione con esercizi commerciali di qualunque genere (dall'officina meccanica al panettiere) che non abbiano paura ad esporre il nostro logo e la bandierina rainbow e a garantire qualche piccolo vantaggio materiale ai nostri soci. Se devo andare dal salumiere, d'ora in poi, andrò per certo da quello che non ha paura di dire al mondo che è contento di avere clienti glbt. Più di un commerciante ha detto: "Era ora che qualcuno venisse a proporcelo". Già... chissà se mai il messaggio arriverà anche alle grandi imprese...: attenti signori, potremmo davvero iniziare a scegliere...

venerdì 5 settembre 2008

Sta arrivando...

Sta arrivando…
His life changed history, his courage changed lives
La sua vita ha cambiato la storia, il suo coraggio ha cambiato vite



Diretto da Gus Van Sant, scritto da Dustin Lance Black, con la partecipazione di Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, Diego Luna e James Franco esce oggi il trailer di un film che non ci è indifferente. Sono infatti queste le prime immagini di MILK: la biografia cinematografia dedicata ad Harvey Milk, primo consigliere comunale apertamente gay in San Francisco, a cui la nostra associazione è intitolata.
L’uscita negli Stati Uniti è prevista per il 5 dicembre 2008 mentre per quella italiana… vi riserviamo una grande sorpresa!

lunedì 21 luglio 2008

Cosa hanno detto di noi

Ognuno è libero di dare consigli, di proporre alternative, di suggerire il meglio. C’è chi lo fa per interesse, chi per altruismo, chi per noia. Forse lo si fa anche perché non si può più dare il cattivo esempio (come direbbe De André...). Non ascoltare le indicazioni che ci vengono date sarebbe segno di idiozia, di ostinazione... D'altronde solo gli stupidi non cambiano mai idea: sbaglio?! Nel caso del Gay Pride nazionale è stato così.

C’era chi desiderava una manifestazione misurata, meno appariscente, che fosse in giacca e cravatta.Questo qualcuno, è stato accontentato. In risposta e in obbedienza al caldo invito alla sobrietà della signora Carfagna (Ministro delle pari opportunità), un gruppo di "curiosi individui" ha infatti scelto il bianco, colore dell’innocenza, e la cravatta, simbolo della dignità rispettabile. Candidi e "a modo", nell’universo colorato del Pride, hanno sfilato, non passando inosservati: certo per il look, ma forse anche per quel cartello che recitava "Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta".

Ci sembra di conoscerli... ma prima di azzardare qualsivoglia conclusione, vediamo cosa se ne dice in giro.

Tutto è partito dall’ANSA "… lungo il percorso molti cartelli a favore della laicità ed anche uno dal tono un po' spinto rivolto al ministro Carfagna: "Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta", che allude all'invito rivolto dal ministro ad un Pride meno appariscente in giacca e cravatta"a cui han fatto eco i principali quotidiani italiani: Il Corriere, la Repubblica, l’Unità.

Chi approfondisce e sviscera la notizia è GayNews, giornale quotidiano di informazione sull’omosessualità, che recita: "Come Bersaglio, la ministra Carfagna è fin troppo facile: per obbedire alla sua richiesta di essere più educati, i soci di un intero circolo gay di Milano sono venuti al Pride in cravatta (direttamente sulla canottiera, ma c´è caldo), in cambio issano un cartello dove la ministra compare ancora nelle sue passate (scarse) vesti di ragazza calendario, «Carfi te la sbattiamo in faccia noi la... cravatta»."

Cosa è arrivato al bersaglio? Qual’era lo scopo? Di sicuro se ne è parlato, spesso più con riferimenti che con approfondimenti: è passata la foto nella maggior parte dei casi, si è riportata la notizia, più sul Web (tanti blog, basta inserire in Google il motto del cartello per trovarne in quantità. Tra i primi: Eurialo e Niso e Giusy-Key, così come i commenti lasciati sulle pagine di Flickr) meno sui telegiornali (poco è stato comunque il peso dato alla manifestazione in genere).

Qualche voce si è mossa. Chi ha capito al volo, si è fatto qualche sana risata (che non guasta mai!)... Da parte nostra l’invito alla sobrietà e al contegno è stato rispettato.

Una promessa mantenuta: ci sembra un buon inizio!

ALCUNI RIFERIMENTI

Il blog del Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk.

E dopo aver manifestato al Pride di Bologna, siamo approdati anche sul WEB!
Chi siamo? Siamo i membri del Milk, l'associazione di volontariato e cultura omosessuale che prende il nome del primo politico dichiaratamente gay eletto a San Francisco. Molti di voi ci ricorderanno per il nostro cartello satirico "Carfy, te la sbatto in faccia, la cravatta!" ebbene ora dopo le parole ecco la prima di una serie di opere concrete: il nostro neonato blog. L'abbiamo voluto così: semplice e colorato, come le nostre cravatte.

E' uno spazio di discussione, di approfondimento, di intrattenimento e arte varia.

È solo all'inizio: c’è bisogno anche di te per farlo crescere!

Passa a trovarci spesso e lascia la tua impronta.

A noi fa sempre piacere!

Se non avessimo parlato abbastanza o desiderassi maggiori informazioni sul circolo, clicca qui per leggere la presentazione del nostro portavoce Stefano Aresi.