lunedì 15 dicembre 2008

Baby love

La più bella e insolita favola di Natale 2008: quando il desiderio di paternità supera ogni barriera etnica e sessuale

Un amore forte e sincero riempie la vita di Philippe e Emmanuel. Sono la coppia perfetta... diciamo quasi perfetta. “Come gli altri” recita il titolo originale. Qualcosa però li divide. Emmanuel nutre un improvviso e fortissimo desiderio: un figlio, mentre per Philippe non è così. Un giorno, però, Emmanuel, pediatra, decide di fare il grande passo per essere “come gli altri”, a rischio di perdere l’amore di Philippe. Ma come fanno due uomini a fare un bambino? Basta innamorarsi della bella colombiana Fina, e farla innamorare a sua volta, magari proponendole un matrimonio di convenienza.

Presto la recensione, tutta particolare, in anteprima!

Un film di Vincent Garenq, commedia, Francia 2008

Per il trailer (in francese) http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56900

Intervista al regista http://antoniogenna.wordpress.com/2008/12/12/cinema-futuro-520-baby-love/

mercoledì 10 dicembre 2008

Day Without A Gay


Oggi negli USA si protesta. Si protesta perché uno dei nostri fondamentali diritti, quello al matrimonio, in California è stato prima garantito e poi abolito da un referendum (la Proposition 8).
Oggi i gay e le lesbiche d'oltreoceano sono invitati a non recarsi al lavoro, ad oscurare i propri siti, a far sentire al mondo che li circonda che non possiamo esistere solo quando serviamo nello svolgimento del nostro lavoro o nel servizio alla società civile, ma che dobbiamo esistere anche quando torniamo a casa e necessitiamo di avere la sicurezza che il nostro amore è tutelato e riconosciuto dalla legge. Dobbiamo esistere anche quando vogliamo che esso sia pubblicamente difeso se attaccato dalla violenza o dai deliri ideologici di qualcuno, esattamente quanto lo è quello di qualunque eterosessuale. Dobbiamo esistere per come siamo e non per come una maggioranza vorrebbe che fossimo, e dobbiamo esistere anche nel momento in cui decidiamo di dire "sì" alla persona che amiamo.

Il Milk si unisce nel suo piccolo alle proteste delle nostre sorelle lesbiche e dei nostri fratelli gay statunitensi in questo giorno di protesta. Non si può cancellare un diritto fondamentale dell'uomo con un referendum.

Noi omosessuali siamo qui, nelle strade su cui camminate anche voi etero, siamo i vostri figli, talora i vostri padri, siamo i vostri colleghi di lavoro, i vostri allievi e i vostri maestri nelle scuole, i vostri amici al bar, i vostri medici, i fornai da cui comprate il pane, ecc... Non è giusto pretendere la nostra presenza solo quando c'è bisogno di noi e nei modi che ci vengono imposti da una maggioranza che ci discrimina.

Pretendiamo di essere presenti anche sulla carta su cui è scritta la legge relativa alla parola "matrimonio". Se non ci volete lì, non ci avrete da nessuna altra parte.

lunedì 8 dicembre 2008

Genova e il suo festival "diverso".

Dal nostro inviato speciale al Festival della Scienza Genova, Simone Piuri. L'evento è dedicato quest'anno alla "diversità". Questo è il primo di una serie di articoli che ci porteranno a conoscere questa importante manifestazione, in cui il mondo gay ha ricevuto ampio spazio.

Forse uno dei temi di più scoppiettante attualità dell’era contemporanea, quello della diversità, è un argomento sempre più discusso e difficile. Per molte epoche essa è stata sinonimo di emarginazione, discriminazione, incomprensione, e in alcune zone del Globo lo è ancora oggi. Pensare che tutto quel che possiamo sapere, comprendere, provare stia tutto nel mondo che noi conosciamo e rappresentiamo, e che questo sia l’unico giusto, è dono di un sistema di convinzioni positive o positiviste di chi ritiene che “questo è il migliore dei mondi possibili" e che tutto “ha una causa per avere poi il migliore degli effetti", così come viene insegnato nel Candido di Voltaire (uno degli spettacoli portanti del Festival).

Lasciare sempre tutto uguale e tutto al caso, però, produce mostri, morte e rovina, e ti lascia stanco e solo, come Candido, che alla fine sa che tutto ciò non è giusto per vivere. Per questo motivo con questo Festival ci rivolgiamo altrove, alla Cina, alle conquiste dei mari del passato e del presente e delle nuove reti, da Internet a G3 con le tecnologie più innovative per cercare nuovi mondi virtuali.

Dalle realtà diverse lontane passiamo a quelle vicine, quelle che ci circondano e coinvolgono direttamente, con le tematiche dell’omosessualità nel regno animale, dove si mostra che la bisessualità e l’omosessualità in moltissime specie di mammiferi, volatili, e insetti, possano essere non solo comuni ma addirittura più frequenti di un comportamento eterosessuale o la norma di un sistema di gruppo in cui la famiglia è formata da coppie omo e i rapporti sessuali etero sono finalizzati alla sola riproduzione, e che, quindi, non vi è nulla di contro natura nei “diversi". Spazio è dedicato anche al tema delle fonti energetiche, dove sono state proposte le lucciole alla base di un sistema energetico innovativo, e, seppure il concetto sia stato trattato con molta fantasia, è stata mostrata chiaramente la necessità di tutti di metterci in gioco per rinnovare l’apparato energetico mondiale. Alcune soluzioni innovative sono date dalle sezioni "Plasticopoli", con la sensibilizzazione alla raccolta differenziata, "Il Mondo del Cloro" e "Depuratori".

Altri mondi sono quelli della luce, il regno dei sensi, ossia la capacità di discriminare tra odori, sapori, impulsi diversi, e quello della matematica, dove si sottolinea sempre di più l’importanza di classificare gli “oggetti" che si conoscono, ribadendo il metodo di catalogazione, e di cercare soluzioni “parallele" a problemi complessi.

Le strade della diversità sono tante e spingersi oltre nell’analisi è stato, per il Festival ed i suoi organizzatori, un gesto di coraggio ed innovazione, ma il coraggio premia, e di sicuro tutto ciò ci ha aiutato a capire, a pensare, a provare qualcosa di diverso, qualcosa di migliore.

venerdì 5 dicembre 2008

Comunicato in merito all'opposizione vaticana alla depenalizzazione dell'omosessualità

A seguito delle aberranti affermazioni di Celestino Migliore (rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite) in occasione della proposta di depenalizzazione dell'omosessualità presso l'ONU ad opera della Unione Europea, MILK Milano esprime il proprio vibrante sdegno nei confronti dello Stato Vaticano e invita soci e simpatizzanti alla sensibilizzazione e mobilitazione comune con le altre associazioni glbt italiane (in particolare si segnala la manifestazione indetta da Arcigay per mercoledì 10, in P.zza Duomo a Milano, alle ore 17.30).

Il MILK esprime il proprio dissenso e la propria condanna anche nei confronti di larghissima parte della classe politica italiana per l'omertoso silenzio (talora accompagnato da approvazione esplicita) tenuto nei confronti delle deliranti esternazioni di Migliore, fatte recentemente passare dal ministro Frattini come legittima (e magari "autorevole") espressione d'una libera opinione.

Vorremmo quindi sottolineare a favore del Ministro la sostanziale differenza esistente tra l'incitamento all'odio e la libera espressione di idee, e ricordare quanto egli non rappresenti a livello internazionale la Città del Vaticano, bensì la Repubblica Italiana, membro di quella UE che promuove come grande atto di civiltà la depenalizzazione dell'omosessualità. Ci auguriamo inoltre che nessun altro politico della nostra Repubblica reputi legittima ed autorevole espressione d'opinione il tentativo ufficiale di bloccare una moratoria internazionale della persecuzione di una specifica categoria di esseri umani.

Compiere atti avversi alla depenalizzazione internazionale dell'omosessualità e procedere a pressioni diplomatiche affinché essa non venga approvata significa infatti nella sostanza essere favorevoli alla penalizzazione della stessa, e quindi appoggiare e sostenere in modo attivo le torture, le carcerazioni e le esecuzioni capitali che vedono vittime gli omosessuali in quei 91 paesi del mondo in cui l'amare una persona del proprio sesso è ancora oggi reato.

Comprendiamo quanto sia evidentemente difficile tale ragionamento in uno stato quale l'Italia, ove è normale quotidianità assecondare i capricci dalla Chiesa Cattolica su questioni di primaria importanza per i liberi cittadini. Il continuo predicare vaticano in merito ad una presunta "difesa della vita" secondo i propri originalissimi criteri assume oggi ancor di più l'aspetto di una schizofrenia evidente, poiché tale "difesa" non è ritenuta valida per gli omosessuali. Il Vaticano chiede al mondo di non condannare i nostri carnefici, opponendosi alla prima efficace ed effettiva proposta di moratoria mondiale delle persecuzioni per legge di gay e lesbiche: di fatto, invita i nostri carnefici a sentirsi impuniti ed applauditi. E' indegno.

Stefano Aresi, portavoce del MILK Milano
Date le recenti invettive vaticane contro la depenalizzazione dell'omosessualità, ho provato a sostituire tutti i riferimenti a "gay/lesbiche/omosessualità" in un articolo tratto da Repubblica.it con "schiavitù" e concetti affini. Vediamo se grazie ad un ragionamento per assurdo chi ancora non capisce la questione (come il nostro ministro Frattini) riesce a capire quanto assurdo sia che lo Stato Vaticano e i suoi rappresentanti si esprimano in questo modo...

Qui trovate l’originale:

Abrogazione della schiavitù. No del Vaticano alla proposta Onu

La richiesta è stata presentata dalla Francia. Ma, secondo l'osservatore permanente della Santa Sede, la sua approvazione porterebbe "alla gogna" gli Stati che consentono la schiavitù.

Monsignor Migliore ribadisce inoltre il no della Chiesa all'ipotesi di introdurre l'aborto tra i dirittti umani: "Barbarie moderna che, dal di dentro, ci porta a smantellare le nostre società"

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano si oppone alla proposta all'abrogazione universale della schiavitù, presentata all'Onu dalla Francia. L'osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, ha spiegato che l'Onu non deve abrogare la schiavitù perché ciò porterebbe a nuove discriminazioni, in quanto gli Stati che tutelano la schiavitù verranno "messi alla gogna". "Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone - ha affermato l'arcivescovo - fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti degli schiavi si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione". "Ma qui - ha aggiunto Migliore, in riferimento alla proposta che la Francia ha intenzione di presentare all'Onu in favore della penalizzazione della schiavitù nel mondo intero - la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni". "Per esempio - ha detto l'arcivescovo all'agenzia cattolica I-Media - gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone libere e schiave come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Durissima la replica dell'associazione ArciSchiavi: "È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di schavi che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari". L'ArciSchiavi ricorda che in 91 Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale (10 paesi umpalumpa) contro gli schiavi che tentano l’autoliberazione. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che conoscono la schiavitù sarebbero messi all'indice, - conclude l'ArciSchiavi - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone schiave che tentano di liberarsi". Monsignor Migliore si dice anche "indignato e rattristato" dal progetto di introdurre l'aborto tra i diritti umani promosso da alcune associazioni sempre all'Assemblea Generale dell'Onu. L'iniziativa "rappresenta l'introduzione del principio homo homini lupus, l'uomo diventa un lupo per i suoi simili", afferma il presule. "Questa è la barbarie moderna che, dal di dentro, ci porta a smantellare le nostre società".