venerdì 13 febbraio 2009

Viaggio negli USA

Riceviamo da Fabio Bezzi questo post, che pubblichiamo molto volontieri.

Alle persone sieropositive a tutt’oggi è ufficialmente vietato l’ingresso negli USA. Di questo scandalo nessuno parla così anche le persone che potrebbero essere interessante ne rimangono all’oscuro. Solo piccoli trafiletti in riviste dirette ad un pubblico gay ne accennano, mentre le grandi testate nazionali tacciono completamente la notizia.

Il divieto per legge comporta il fatto che se una persona è in terapia farmacologica è costretta a nascondere i farmaci all’ingresso negli Stati Uniti per non essere bloccati poiché gli schemi terapeutici sono uguali in tutto il mondo e i farmaci facilmente riconoscibili. La stessa LILA (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS) consiglia questa procedura.

La legge, promulgata nel 1987 e confermata nel 1994 dal Congresso Americano, ha prodotto alcune sgradevoli e pericolose conseguenze, segnalate in una lettera al congresso stesso da ben 160 associazioni: esperti del virus dell’HIV, a loro volta sieropositivi, non hanno potuto presenziare a conferenze tenutesi sul suolo americano, e molti studenti stranieri non si sono sottoposti a controlli per la paura di essere espulsi dal Paese.

Il senatore Kerry, già candidato democratico alla Casa Bianca, e il repubblicano Gordon Smith hanno promosso l’abrogazione di questa norma nella proposta di legge che stanzia 50 miliardi di dollari in 5 anni per la lotta all’Aids in Africa e nei paesi del terzo mondo. Ora si aspetta la firma del presidente Bush per l’abrogazione definitiva, ma a tutt’oggi non ci sono notizie in questo senso. A questo link potete trovare le ultime novità pubblicate in rete: http://www.sieropositivo.it/?channel=26&ID=3446

Il divieto di ingresso per le persone con il virus dell'Aids e' in vigore, oltre che negli Usa, in altre nazioni, tra cui Sudan, Arabia saudita, Libia e Russia. Di seguito il link alla petizione internazionale che si può firmare on-line per chiedere l’abrogazione della norma clikkando su CAMPAGNA ONLINE: http://www.sieropositivo.it/?channel=29&ID=3375

mercoledì 11 febbraio 2009

Giù le mani dai pantaloncini

Omosessuali e gioco del calcio questa volta non c’entrano. Se n’è già parlato e se ne parlerà ancora. Quello che fa notizia, è un caso particolare: domenica scorsa, Catania e Torino si sono affrontate in un match che ha fatto discutere arbitri, cronisti ed opinionisti per un episodio quanto meno curioso.

Nell’area di rigore del Torino, mentre Mascara (no comment sul nome, grazie) calciava la punizione, Gianvito Plasmati (valga quanto detto prima) in barriera con altri suoi compagni si è abbassato leggermente i pantaloncini per ridurre la visuale al portiere Sereni. O per distrarlo. Forse grazie alla barriera a luci rosse o forse no… fatto sta che c’è stato il gol, il vantaggio del Catania.

Spinto a spiegare il proprio gesto nel dopopartita, l’attaccante ha fatto appello alla goliardia, smentendo la mancanza di rispetto nei confronti di avversari e pubblico e proseguendo a chiesto agli intervistatori “Vi pare ostruzione? No, non credo che lo sia. Vi è sembrato un atto osceno? Non mi sono denudato....” concludendo con un provocatorio “è forse vietato dal regolamento?”. Non è fallo, insomma.

La risposta alle sue domande è arrivata dal designatore arbitrale Pierluigi Collina che ha subito provveduto ad aggiungere al regolamento una norma che punisca un “atteggiamento, non codificato dal codice regolamentare ma che rappresenta comunque una mancanza di rispetto nei confronti degli avversari”.

C’era bisogno di agitarsi tanto? Mi viene da sorridere. Dal canto mio non mi abbasserò né i pantaloncini né a fare la classica battuta che il calcio si è ridotto oramai in braghe di tela, dato che nello specifico erano slip neri. Non ci credete? Controllate da voi.

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Sport%20Videonews&vxClipId=2524_27f27af2-b4b2-11dd-9e97-00144f02aabc&vxBitrate=300

Fonte: http://www.corriere.it/sport/08_novembre_18/plasmati_spiega_pantaloncini_b64ef8fc-b54d-11dd-b26d-00144f02aabc.shtml

lunedì 9 febbraio 2009

Ciao Eluana

Milk Milano esprime la più calda vicinanza alla famiglia Englaro.
La volontà di Eluana è finalmente compiuta: è libera, come ha sempre voluto essere.

Ora spetta a noi continuare a lottare perché tutto il peggio dell'Italia che questa vicenda ha fatto emergere in modo ancor più evidente venga cancellato e ci siano tutele per tutti i cittadini davanti al fanatismo e ai tentivi di colpire la democrazia e l'autodeterminazione delle persone.

Grazie Beppino per l'esempio di infinita civiltà che ci hai dato.

Riposi in pace.

Milk Milano scende in piazza per Eluana e lo stato di diritto

Domani, dalle 17.30 alle 19.30 Milk Milano sarà in piazza Fontana per partecipare al presidio indetto dalla Consulta di Bioetica cittadina. Manifestazioni simili si terranno in contemporanea a Pisa, Verona, Bologna, Roma, Torino.

Tutti i tesserati, i simpatizzanti, gli amici sono caldamente invitati a partecipare. Milk Milano non può infatti astenersi dallo scendere ufficialmente nelle strade in difesa della dignità di Eluana e del dolore del padre Beppino, soprattutto davanti al barbaro ed inaudito assalto compiuto dai rappresentanti dell’attuale governo nei confronti delle garanzie di divisione dei poteri espresse nella nostra Carta Costituzionale e del ruolo e della persona del Presidente della Repubblica, oltre che davanti all’ennesima indebita, violenta, e sprezzante ingerenza dell’estremismo religioso nella vita politica e sociale dell’Italia.

Milk Milano è nato per contribuire ad un mondo libero, retto da regole che consentano la civile convivenza e favoriscano la piena affermazione della dignità umana in ogni suo aspetto: contrastare a capriccio una sentenza passata in giudicato, sferrare continui attacchi all’equità data dai principi democratici del nostro paese, imporre ideologie teocratiche, ferire nell’intimo chi deve prendere difficili e dolorose scelte, spargere informazioni pseudoscientifiche per “colpire allo stomaco” le persone meno preparate, sono tutti atti indegni della società civile a cui aspiriamo come cittadini e come minoranza discriminata.

Per questi e per mille altri motivi, per il nostro senso del dovere civico, per il dovuto rispetto alle istituzioni, alla laicità, alla magistratura, alla famiglia Englaro e, soprattutto, a Eluana (cui si nega una morte dignitosa in forza del pessimo vizio cattolico di imporre con indebite ingerenze ed arroganza la propria visione del mondo negli ambiti più sacri della vita di una persona, ivi inclusi l’amore e la morte) domani saremo in piazza con le nostre bandiere.

Stefano Aresi, portavoce di Milk Milano

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"In tutto lo stato la gente legge di me, e ciò che si legge non è incentrato sul mio essere gay. Riguarda semplicemente una persona gay che sta facendo il proprio dovere" Harvey Milk

lunedì 2 febbraio 2009

Don't ask, don't tell: quando i militari hanno tanto talento e pochi vestiti.

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

martedì 27 gennaio 2009

Milk- L'anteprima.



"Questi siamo noi e questo facciamo, prendetene nota". Con queste parole, il nostro portavoce, Stefano Aresi, ha presentato noi, i membri del Milk, e ha dato inizio all'anteprima di uno dei film più importanti per la communità glbt quest'anno.

Siamo stati onorati della presenza di numerosi ospiti appartenti al mondo dello spettacolo, della politica e non solo: in quella sala erano presenti anche e soprattutto persone non-vip: eterosessuali, omosessuali e transessuali, tutti riuniti per sentire la storia di un uomo che non ha avuto paura di mostrarsi per quello che era in un periodo in cui il clima era ancor più cupo (e di molto) che nei giorni nostri. Harvey Milk ha iniziato rivolgendosi a tutti, ai lavoratori, agli anziani, ai bambini, alle donne, e nel nostro piccolo questo è quello che abbiamo tentato di fare noi riunendo così tante persone in una singola sala.

In questi giorni ho letto diversi commenti sul film, alcuni positivi, altri meno. Personalmente, ritengo che l'ultimo lavoro di Gus van Sant sia una pellicola necessaria, se sia un capolavoro non lo so, non sono un critico cinematografico. Sicuramente è qualcosa di reale, che conferisce anche davanti al più bieco ignorante spessore ad una categoria, quella di noi omosessuali, spesso presentata in TV come una semplice "macchietta".




Questa è solo una delle tante cose che speriamo abbiano colto i presenti all'anteprima e quanti nei giorni successivi hanno visto il film. Per quanto riguarda noi, invece, siamo solo agli inizi, forse un po' impacciati o inesperti, ma con tanta voglia di imparare e metterci in gioco.




La serata è stata aperta da un ricco aperitivo al Paso de los Toros, in cui ci ha fatto graditissima (e divertente) compagnia l'on. Anna Paola Concia, che ha risposto a tutte le nostre curiosità e domande sullo stato dei nostri diritti in parlamento, sulla politica del suo partito e sulla... brrrrrrr... Binetti. Grazie per la disponibilità Anna Paola, a presto!!!