lunedì 25 maggio 2009

Storia minima dell'HIV nel cinema: i "capisaldi" del genere /2

...segue (la prima puntata è qui)

Philadelphia (1993) di Jonathan Demme

Finalmente nel 1993 anche Hollywood decide di trattare, a suo modo, il tema AIDS. Grande budget, protagonisti due star di prima grandezza come Tom Hanks e Danzel Wahsington (prima di loro Daniel Day-Lewis, Michael Keaton, Andy Garcia, Bill Murray e Robin Williams avevano rifiutato il ruolo) più un contorno di grandissimi caratteristi, tutti al servizio di regista talentuoso.
La storia è alquanto semplice: un ricco e affermato avvocato gay (velato) di Philadelphia perde il lavoro quando nel suo studio si viene a sapere che ha contratto il virus dell'HIV. Quando decide di far causa ai sui datori di lavoro l'unico disposto a rappresentarlo in giudizio è un giovane avvocato afro-americano decisamente omofobo. Durante il processo i due avranno modo di conoscersi meglio è diventare amici.
Le regole della settima arte non sono precise e “matematiche” come quella della chimica o della culinaria: sommando ingredienti di prima qualità qualche volta il risultato è una pietanza alquanto piatta e insapore. Il film non va mai oltre la professionalità: lodabili le interpretazione dei protagonisti (Hanks si aggiudicò anche un Oscar per un'interpretazione accorata anche se spesso un po' troppo sopra le righe), pulita e lineare la regia, chiara semplice la sceneggiatura. Anche questo film soffre di una struttura troppo didascalica; da un lato cerca di presentare il dramma dell'AIDS nel modo più realistico possibile ma dall'altro non rinuncia mai ad essere sempre politicamente corretta ad oltranza, soprattutto per non alienarsi i favori del grande pubblico: a non scontentare nessuno, certe volte, si scontentano tutti.
Inoltre sia in "Philadelphia" che in "Che mi dici di Willy?" gli unici malati di AIDS sono o omosessuali o drogati o emofiliaci, un po' come se l'AIDS riguardasse solo queste categorie.


Le notti selvagge (1992) di Cyril Collard

Quando "Le notti selvagge" usci nei cinema di tute Europa fu accompagnato da innumerevoli polemiche e ben presto la pellicola spacco in due pubblico e critica. Basta leggere la trama per capire il perché.
Jean, un giovane cine-operatore bisessuale parigino fidanzato un Laura, inizia una relazione clandestina con Sammy, aitante giocatore di Rugby di origine spagnole. Quando Jean scopre di essere sieropositivo decide di non avvertire i propri partner e di continuare ad avere con loro rapporti sessuali non protetti.
Film disperato ma anche incredibilmente sincero: Collard regista e protagonista della pellicola morirà di AIDS pochi mesi dopo che il film raggiunse le sale francesi. "Le notti selvagge" rimane un'opera difficile da digerire oggi come lo fu più di quindici anni fa. Sia chiaro: fare sesso non protetto, specialmente se si sa di essere sieropositivi, è una follia assoluta, un atto criminale; però in diversi passaggi Collard riesce a comunicare al pubblico in maniera diretta e shoccante tutto il dramma di un giovane che, trovatosi faccia a faccia con la morte, non riesce a far a meno di reagire in modo autodistruttivo e nichilista, forse in maniera troppo narcisista ma senza autocompiacimento.


Jeffrey (1995) di Christopher Ashley


Finiamo la nostra mini-rassegna con una divertente e riuscita commedia.
Scritta da Paul Rudnick (stella nascente del teatro Off di New York, autore di "In & Out" e futuro sceneggiatore del delizioso "La donna perfetta") "Jeffrey" è l'adattamento per il grande schermo una riuscitissima e premiatissima pièce teatrale (in Italia fu portato in scena da Fabio Canino) che impose all'attenzione della critica il giovane autore, tanto da meritarsi il soprannome di "the gay Neil Simon" .
Jeffrey, aitante gay e attore fallito, ha una vita sessuale molto intesta ma anche molto stressante da quando l'incubo del HIV ha reso il sesso così rischioso e complicato. Per dare un nuovo senso alla propria esistenza il nostro eroe decide così di non avere più rapporti sessuali e di concentrarsi soltanto sulla propria carriera. Il caso vuole che proprio lo stesso giorno incontri Steve, brillante barman di cui Jeffrey si innamora a prima vista. Quando Steve confesserà a Jeffrey di essere sieropositivo il nostro eroe scapperà a gambe levate per paura di iniziare un rapporto che lui giudica troppo difficile da gestire.
Come è logico aspettarsi da una commedia romantica l'amore alla fine trionferà e Jeffrey capirà finalmente che si può amare anche ai tempi dell'AIDS e che in una relazione la sieropositività di uno dei partner non è un ostacolo insormontabile ma solo una condizione come un'altra.
Scritto con uno stile eclettico, pieno di scene divertenti e di guest star scelte con innegabile gusto camp (su tutti Nathan Lane nella parte di un prete cattolico, gay e ninfomane) "Jeffrey" è un prodotto quasi unico nel panorama dei film GLTB degli ultimi vent'anni: un film finalmente divertente e scorretto in cui non si ride degli omosessuali ma con gli omosessuali; un'opera piena di energia e ottimismo con un messaggio semplice ma rivoluzionario: l'AIDS si combatte anche con l'ironia e la gioia di vivere!

venerdì 22 maggio 2009

Gay Statale: storia di uno scontro verbale.


Lo scorso 8 Maggio il neonato gruppo studentesco Gaystatale si è dovuto scontrare con l'inciviltà e l'omofobia di alcuni rappresentanti della lista universitaria ciellina Obbiettivo Studenti, venendo presi a male parole dopo avere difeso da una operazione di "censura" (tramite strappo) le locandine affisse per promuovere questa nuova realtà GLBT.

La notizia è stata riportata in breve anche da La Repubblica. Vi forniamo la versione dei fatti data da questi nostri amici, confermata da più di una testimonianza. Enrico, referente del gruppo, ci ha raccontato: "Nel pomeriggio io e Valerio stavamo procedendo al nostro giro di volantinaggio delle bacheche della sede di via Festa del Perdono. Ad un banchetto di Obiettivo Studenti posizionato davanti alle aule 208-211 si trovavano una decina di ragazzi. Abbiamo sorpreso uno di questi staccare uno dei nostri volantini, fatto che si ripete con incredibile costanza e sistematicità. Di fronte alla nostra richiesta sul perché staccassero i nostri volantini, i ragazzi del banchetto hanno risposto, con atteggiamento strafottente, 'perché non ci piacciono'. Noi abbiamo fatto notare che noi non stacchiamo i loro, benché non ci piacciano, e la risposta è stata: 'ci mancherebbe altro!'. Di fronte alle lamentele sul loro atteggiamento scorretto, mi sono sentito apostrofare: 'Datti una calmata, bambina!'".

Tra sghignazzate troglodite queste persone così per bene poco prima si erano rivolte all'altro volontario in questi squisiti termini: "Dai, vieni qui che te lo spingo!". Ad una seconda e ferma richiesta del perché ci fosse un comportamento ostile nei confronti di Gaystatale, poi, i volontari sono stati ulteriormente presi in giro (i volantini sarebbero addirittura stati staccati per due settimane consecutive dai ciellini... per leggerli meglio!!!). Gaystatale, non ottenendo alcuna spiegazione, ha quindi inviato a Obbiettivo Studenti una lettera, chiedendo chiarimenti.

La risposta di Obbiettivo Studenti - sotto elezioni universitarie - è stata di scuse accompagnate ad un "ci battiamo per una reale libertà di espressione in università e continueremo a farlo" congiunte ad una dichiarazione di impossibilità di controllo della minoritaria presenza di "teste calde". Peccato notare come la minoranza delle "teste calde" isolate fosse composta dalla decina di ragazzi presenti come attivisti al banchetto elettorale di Obiettivo Studenti, referenti pubblici, quindi, in quel momento, della lista in questione. Se Obbiettivo Studenti avesse voluto fare davvero qualcosa che dimostrasse il proprio amore per i valori di dignità umana che tanto sbandiera, avrebbe potuto fare la grazia di mettere alla porta quegli incivili... a meno che nella lista studentesca di CL siano così sprovveduti da non sapere chi mettono come propri rappresentanti ai banchetti di promozione a pochi giorni dalle elezioni politiche: il che fa riflettere bene sull'opportunità che queste persone si candidino a posizioni di rilievo che richiedano concentrazione, precisione e soprattutto conoscenza della realtà in cui vivono.

La nostra più viva solidarietà ai ragazzi di Gaystatale.

(Panunzio)

martedì 19 maggio 2009

I Kissed A Girl, ovvero la politica dell’ambiguità di una canzone pop.


Una delle qualità più affascinanti di quel piccolo oggetto che è la canzone è sicuramente la sua capacità di condensare nello spazio di tre minuti non solo musica e testo, ma anche immagini, storie, visioni del mondo. Nel caso di successi planetari spesso è interessante notare come queste hit da classifica non solo siano costruite in modo da soddisfare i gusti di un pubblico di massa, ma anche per trasmettere contenuti più preoccupanti in modo più sottile. Queste riflessioni sono nate dall’analisi di I Kissed A Girl, uno degli ultimi singoli della starlet inglese Kate Perry, già al centro di numerose polemiche che hanno avuto eco sul nostro blog e su migliaia di altre pagine in Rete.

Da uno sguardo attento alla musica e al testo della canzone, quella che emerge come la qualità fondamentale del pezzo è l’ambiguità. Un atteggiamento duplice è chiaro sia a livello strutturale, nell’opposizione tra strofa e ritornello, sia nella costruzione propriamente musicale, dove la tensione tra funzioni armoniche opposte tra la linea vocale e l’accompagnamento è centrale. In particolare questo diventa evidente nel ritornello, quando si può sentire chiaramente la voce “sdoppiata” della Perry cantare il titolo della canzone; inoltre il nucleo centrale della sezione è quel “It felt so wrong / It felt so right” (“sembrava così sbagliato /sembrava così giusto”) che rivela come la protagonista stia solamente giocando con la sua identità sessuale. I due versi sono anche presentati sull’unico movimento melodico ascendente dell’intera canzone, assumendo una posizione di spicco per la loro unicità e per il fatto di essere cantanti nella tessitura più bassa della voce della cantante.

Dallo stesso punto di vista, nella sezione che introduce il ritornello finale, anche la scelta di far passare ripetutamente il suono della synth dalla cassa destra alla sinistra si muove nella stessa direzione: suggerire un effetto di confusione in cui la distinzione tra giusto e sbagliato, tra opposti valori, non è più possibile. Quello che ci sta raccontando la canzone, in sostanza non è solamente la storia di una ragazza che ne bacia un’altra per gioco, ma anche quella di una società in cui la scelta di essere diverso, di non conformarsi, sembra diventare sempre più spesso una maschera per fare colpo, un altro modo per attrarre l’attenzione, piuttosto che un percorso che ci porta a capire meglio noi stessi e il mondo circostante.

(Alessandro Bratus)
Alessandro Bratus è dottore di ricerca in Musicologia, ha pubblicato monografie per Editori Riuniti e saggi sui Pink Floyd, Madonna, Bob Dylan. E', insieme alla compagna, uno dei primi soci ad essersi tesserato Milk.

lunedì 18 maggio 2009

Milano contro l'omofobia. Il giorno dopo.


"Milano si imbavaglia per dire no all'omofobia" questo è il titolo della galleria di immagini che Repubblica.it dedica al resoconto dell'iniziativa che ieri si è tenuta a Milano. "Anche a Milano si è celebrata la Giornata internazionale contro l'omofobia: in centinaia si sono ritrovati imbavagliati, nel cuore della città, per sostenere l'iniziativa." Ecco dove potete vedere le immagini. http://milano.repubblica.it/multimedia/home/5985750/1/1 Cogliamo l'occasione per ringraziare chi era presente e chi ha reso possibile questa iniziativa. Per chi non c'era questa è invece un'opportuntà per dare una sbirciatina.

sabato 16 maggio 2009

Zitti tutti: Milano contro l'omofobia.


Ciao a tutti,
ci siamo quasi!
Domenica sarà la giornata mondiale contro l'omofobia e vi invitiamo a partecipare numerosi al SIT-IN imbavagliati che abbiamo organizzato in via dei Mercanti dalle 19 alle 19.30.

Volevamo inviarvi anche alcune note utili allo svolgimento della manifestazione, è infatti importante ricordare che:
1) Tutti i manifestanti sono invitati a NON PORTARE bandiere, loghi di partito o associazioni, cartelli, striscioni, ma solo il bavaglio con cui chiudere le nostre bocche: l'organizzazione ha già comunque provveduto a preparare 400 bavagli distribuiti gratuitamente.
2) Il materiale unitario preparato insieme dai promotori è abbondante e a disposizione di chiunque voglia aiutare l'attività di volantinaggio durante il pomeriggio, basta presentarsi dalle 17.30 al tavolo che avremo in via dei Mercanti, per essere distribuito:
NON è quindi necessario che associazioni e partiti ne portino del proprio, anche a fronte del rischio di risultare meno incisivi nella comunicazione.
Le adesioni (libere) vengono ordinariamente segnalate tramite comunicati stampa e l’inserimento nel blog e sul gruppo di Facebook.
3) La manifestazione è SILENZIOSA non è quindi utile portare megafoni o indire cori.
Vi preghiamo di rispettare questi tre punti che sono fondamentali per il corretto svolgimento
della manifestazione coerentemente con ciò che i Day od Silence sono nel resto del mondo.
Grazie
MILANO CONTRO L'OMOFOBIA
Agedo - Associazione Genitori E amici Di Omosessuali, Arcilesbica Zami, Associazione Culturale contro le discriminazioni sessuali Le Rose di Gertrude, Associazione Radicale Certi Diritti, Circolo di cultura omosessuale Harvey Milk, Famiglie Arcobaleno - Associazione Genitori Omosessuali, GAIA360, Gaylib - Gay liberali di centrodestra, KOB - Kollettivo Omosessuale Bicocca

http://milanocontroomofobia.blogspot.com

milanocontroomofobia@gmail.com

martedì 12 maggio 2009

E' tornata Poppea!


Grande notizia, attenzione prego.
Anche voi laggiù in fondo.
A tutte le amiche e gli amici che ci hanno sostenuto o hanno contribuito,
a tutti gli appassionati di musica,
a chi c'era e desidera rivivere la magia di quella serata
o a chi non ha potuto presenziare e vuole rimediare,
a voi tutti comunichiamo che

E' tornata Poppea!

Sabato 23 Maggio, alle ore 20
andrà in onda su Radio 3 "Suite"
la registrazione della recita benefit de

Il Nerone ossia l'Incoronazione di Poppea
La Venexiana - Claudio Cavina, dir.

data al Teatro Dal Verme il 1 Dicembre scorso
in occasione del World Aids Day 2008 a Milano
a favore di ASA (Associazione Solidarietà AIDS).

La trasmissione può essere seguita anche in streaming all'indirizzo: http://www.radio.rai.it, cliccando su "radio" e quindi "radio 3 live".
Per ulteriori info sulla produzione: www.poppeamilano.it

Un giusto ringraziamento, ancora, agli artisti de La Venexiana e a quanti hanno contribuito a tutti i livelli (dal trucco all'accoglienza del pubblico) alla riuscita dello spettacolo, agli organizzatori, sponsor e patrocinatori, e in particolare: ASA Milano Onlus (Associazione Solidarietà AIDS), Provincia di Milano, Assessorato alla Salute del Comune di Milano, Lila Milano Onlus, Anlaids Lombardia, Banca Popolare di Milano, CIG Arcigay Milano (Comitato Provinciale), Pier pour hom, Notiziegay.com, Milk Milano, Musica Reservata, Matrici Culturali.

Buon Ascolto!