giovedì 13 novembre 2008

MADRINA1: Le lenzuola della mafia di Guy Chiappiavetri

Pochi giorni fa, su La7, Reality, il programma di informazione che va in onda in tarda serata, ha parlato delle “lenzuola della mafia”. Si tratta di un interessante contributo sul rapporto tra mafia e vita privata, ed in particolare tra criminalità organizzata ed omosessualità. «Ma cosa c’entrano le due cose?», vi chiederete. «La mafia, sempre detto che esista, si occupa di potere e non di sesso. Ma qual è quindi la sessualità inconfessata degli uomini d’onore?» .

Se ci pensiamo bene, il potere è dominio e credibilità e un “pulpo” (polpo è il dispregiativo in Sicilia per chiamare gli omosessuali, asessuati come l’animale) è una categoria odiata. Un membro del clan deve essere uomo e non può che essere così. Chi ha "il vizietto", non è mafioso: il gay è debole tra i virili, non deve essere, e al massimo, se capita, non deve essere fatto sapere. Pena: il disprezzo estremo e l’esclusione dal potere o, addirittura, dalla vita.

Il breve documentario sugli “arrusi” fa luce sulla questione ed è ben fatto, con inserti cinematografici ed interessanti contributi di interviste e commenti. Visto che questa aberrante abitudine dei “picciotti” non è nota ma duratura e che i servizi della trasmissione rimangono on-line una settimana, approfittatene e fatevene un’idea, perché “non solo un mafioso può essere omosessuale, ma tra i padrini si nasconde qualche madrina”

Guarda il video: http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=reality&video=19061

lunedì 10 novembre 2008

CHIAMATA ALLE ARMI

All'armi! All'armi! In un mondo pieno di omofobia, con pochi diritti per noi, ma tanta voglia di fare, ecco l'occasione che cercavi per impegnarti!

Il MILK è ormai decollato a pieno regime, e siamo molto entusiasti del clima positivo con cui siamo stati accolti da tanti singoli e da molte associazioni. Le attività fremono e, quindi, essendo una associazione di volontariato, vorremmo che valutaste con noi l'ipotesi di diventare nostri soci (sempre che il nostro stile vi piaccia) o darci una mano, anche in modo saltuario.


Al momento abbiamo tre grandi progetti in corso che richiedono molto impegno e la necessità di nuove persone in organizo: il Progetto Benessere, il Progetto Internet e la nostra partecipazione al grande evento del primo Dicembre per il World Aids Day 2008.

Oltretutto, se aumentasse il numero delle persone utile al volantinaggio per tutte le altre iniziative e potessimo portare un corpo sempre più grande di iscritti alle manifestazioni politiche, ecc... beh, che dire... andrebbe tutto a vantaggio delle idee che portiamo avanti, no?


Potete trovare tutte le info relative ai progetti sul sito http://www.milkmilano.com/. Contattateci pure! Il mio indirizzo personale è portavoce@milkmilano.com. Se vuoi fare qualcosa per la comunità, magari il Milk può essere la via giusta per te!


Un carissimo saluto,


Stefano Aresi

Portavoce Milk Milano

lunedì 3 novembre 2008

Lettura dantesca con il MILK!

Ricordiamo a tutti gli amici del MILK il nostro incontro con Dante!

Passa un sabato diverso, un sabato di poesia. Sabato 8 Novembre alle ore 21.00 presso la Casa della Cultura in via Borgogna 3. Saremo lì ad attenderti. Non mancare!










giovedì 30 ottobre 2008

Storia di un bacio

Me l'ha detto martedì. Ha scelto di venire in Italia tre giorni per una "vacanza" a casa mia, e me l'ha detto. Io sdraiato a pancia in giù sul letto a leggere, lui appoggiato al pilastro con una tazza di tè in mano. L'ho baciato a lungo, credo cinque, sei minuti filati, senza dire nulla o permettergli di parlare. Non è il mio ragazzo, non lo sarà mai, non mi è mai frullato per la testa che potesse esserlo. Ma quel gesto, che è venuto spontaneo, è in genere quello proprio di due innamorati, uno degli atti più intimi, più carichi di significato che due ragazzi possano compiere. E' quando bacio che mi abbandono ad un altro e lo sento mio per la prima volta.

Non so esattamente perché l'ho fatto così d'improvviso, davvero... e mi sono reso conto solo dopo del significato che quel gesto ha avuto per lui (con le lacrime agli occhi) e per me, che negli ultimi anni ho pian piano superato tutti gli stupidi tabù messimi in testa da mia madre, dal mondo in cui sono vissuto quando il caso scoppiò... perché una cosa è superare razionalmente le cose, un'altra è che di istinto tu sappia cosa fare immediatamente. "Stefano, I'm 22. I'm very hill. I'm hiv positive". Jean, tranquillo, ti aspettano ancora molti baci.

lunedì 27 ottobre 2008

Human Hourglass



Il video della Sidection “The Human Hourglass” riesce, grazie ad un linguaggio metaforico, a comunicare in modo molto diretto messaggi che devono divenire oggetto di riflessione dello spettatore. Il primo importantissimo dato è che davanti all’AIDS siamo tutti uguali, non ci sono divisioni di religione, orientamento, razza, fascia di reddito, pratiche sessuali: siamo nudi.

Questo nemico comune deve poi essere affrontato in tempo, perché colpisce inesorabilmente una massa di corpi indistinta. Le due metà della clessidra, caratterizzate dalla presenza di una luce calda e una fredda, da un movimento e da una stasi, sono divise da un singolo foro dove può passare una sola persona, in modo cadenzato e costante.

Ignorare questo singolo individuo significa anche condannare sé stessi e gli altri. Unire le forze è l’unico modo per prevenire, per fare in modo che una persona non si ritrovi sola a dover affrontare la malattia.

giovedì 23 ottobre 2008

Olocausto taciuto a Lecco

Il MILK inizia le proprie collaborazioni ufficiali con le altre associazioni glbt partendo da Lecco, dove sarà ospite di Renzo e Lucio per un incontro divulgativo aperto a tutti sulle persecuzioni degli omosessuali durante il nazismo. Riportiamo qui sotto il comunicato stampa dei nostri amici lecchesi. Intanto vi ricordiamo il prossimo incontro a Milano: Il suono della Commedia, letture dantesche di Claudio Vela, il giorno 8 Novembre.


ASSOCIAZIONE RENZO E LUCIO
MARTEDI 28 OTTOBRE 08
ALLE 21.00 VIA CALLONI 14
LECCO

L'olocausto taciuto
la persecuzione degli omosessuali durante il nazismo

interverrà

Stefano Aresi
(Circolo di cultura omosessuale Harvey Milk, Milano)

Si è parlato spesso dell’atrocità della persecuzione nazista nei confronti degli Ebrei, o dei politici contrari al regime, ma poco si è parlato della persecuzione degli omosessuali nei campi nazisti. Il triangolo rosa era il marchio, di stoffa, che nei campi di concentramento nazisti veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, considerata un crimine in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco.
Durante il Nazismo in Germania i rapporti omosessuali, allora considerato “sterili” ed “egoistici”, vennero visti come un tradimento alle politiche demografiche di potenziamento del popolo, non essendo gli omosessuali in grado di riprodursi. Per questo motivo e per le spiegazioni genetiche addotte, da 10.000 a 30.000 omosessuali vennero internati nei campi di concentramento. Il triangolo rosa era stato scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle lesbiche invece fu imposto il triangolo nero delle “asociali”. Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se si dichiaravano apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo. L’emendamento nazista al paragrafo 175 che trasforma l’omosessualità da offesa minore in reato, rimase intatto per 24 anni dopo la fine della guerra.